Bari a rischio iscrizione in C, De Laurentiis non vende e il sindaco Leccese lo sfratta: "Via dal San Nicola"
- Postato il 27 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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I guai del Bari potrebbero non essere finiti con l’inopinata retrocessione in Serie C, che si è concretizzata dopo il doppio pareggio contro il Sudtirol nei playout del campionato cadetto. C’è una nuova minaccia che incombe sullo storico club biancorosso: quello della mancata iscrizione al campionato di Lega Pro. Entro il 29 maggio, infatti, la Lega attende la documentazione relativa all’impianto in cui disputare le gare casalinghe e la disponibilità del San Nicola, al momento, non è garantita. C’è maretta, infatti, tra la famiglia De Laurentiis (Luigi, presidente del Bari, e il padre Aurelio, patron del Napoli e deus ex machina della FilmAuro) e il sindaco Vito Leccese.
- La lettera del sindaco e la risposta di De Laurentiis
- De Laurentiis non molla il Bari e fa istanza per lo stadio
- Bari, è scontro tra l'amministrazione comunale e il club
- La minaccia che mette in forse l'iscrizione: "Cerchi altri impianti"
La lettera del sindaco e la risposta di De Laurentiis
Come si ricorderà, il primo cittadino di Bari all’indomani della retrocessione della squadra in C ha scritto una lettera aperta a Luigi De Laurentiis, invitandolo a muoversi concretamente per la vendita del club a un gruppo maggiormente interessato alle aspettative e alle ambizioni dei tifosi, anticipando dunque la scadenza del 30 giugno 2028 quando la norma sulla multiproprietà imporrà comunque ai De Laurentiis di fare una scelta. La risposta del presidente biancorosso è arrivata non di persona, ma attraverso una PEC. Il cui contenuto ha fatto ulteriormente irritare il sindaco Leccese.
De Laurentiis non molla il Bari e fa istanza per lo stadio
Nella sua comunicazione, Luigi De Laurentiis ha anzitutto chiarito come non intenda in alcun modo accelerare le procedure di vendita del Bari e di ritenere la retrocessione in C un incidente di percorso che non può macchiare “otto anni di gestione responsabile” della società. Il presidente ha ribadito inoltre che, sia pur amata da migliaia e migliaia di tifosi, il Bari è una società privata e ha ricordato al sindaco la scadenza del 29 maggio, entro cui va depositata la documentazione relativa allo stadio per le partite casalinghe, “pena l’esclusione della società dalla competizione e la perdita del titolo sportivo”.
Bari, è scontro tra l’amministrazione comunale e il club
Una sorta di minaccia “al contrario”, che ha però provocato un ulteriore irrigidimento da parte del sindaco. “Mi spiace molto trovare, nei toni e nei modi della Sua risposta, conferma di ciò che molti sospettavano, ossia la Sua totale alterità rispetto alla città e la Sua completa indisponibilità a un confronto con la stessa amministrazione comunale, proprietaria dell’impianto sportivo”, è l’incipit della lunga e articolata contro-risposta. “Le chiedo un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda a una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028?“, la domanda di Leccese.
La minaccia che mette in forse l’iscrizione: “Cerchi altri impianti”
Preoccupante la conclusione, soprattutto per i tifosi: “La normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante. Ci sono altri impianti in Puglia. Le suggerisco, considerata anche la procedura in corso, di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato“. Il pubblico di fede barese è amareggiato e tra due fuochi. C’è chi spera che la frattura si ricomponga, chi addirittura sarebbe disposto a ripartire dall’Eccellenza o dalla Serie D ma con una nuova proprietà. E chi seguirebbe sempre e comunque la sua squadra del cuore, a patto che gli venga fatto sapere dove.