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Barbara D’Urso attacca: “A Mediaset ho dato sedici anni della mia vita, la verità verrà fuori. Mi sono saltate tre prime serate in Rai”

  • Postato il 15 maggio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Barbara D’Urso attacca: “A Mediaset ho dato sedici anni della mia vita, la verità verrà fuori. Mi sono saltate tre prime serate in Rai”

“Dopo sedici anni di un rapporto intenso sia professionale che affettivo, durante i quali ho ricevuto molto ma ho anche dato tutta me stessa, tutto si è interrotto improvvisamente nel 2023. Non è stata una mia decisione e, per giunta, mi è stata comunicata da terze persone: da allora non ho mai ricevuto una spiegazione né un solo messaggio da nessuno”, Barbara D’Urso a La Stampa spiega le ragioni per cui ha deciso di fare causa a Mediaset. Proprio il quotidiano torinese nelle scorse settimane, in un articolo firmato da Maria Corbi, autrice anche dell’intervista, aveva comunicato la decisione della conduttrice di portare il Biscione in tribunale, dopo una procedura di mediazione fallita.

“Mi è stato riferito che esisteva il divieto assoluto di avere contatti con me: un trattamento che solitamente si riserva ai traditori, ai vili traditori. E ovviamente ho le prove. Questa decisione immotivata mi ha profondamente destabilizzata e inizialmente ho evitato di intraprendere battaglie perché non appartengono alla mia indole. Ma, dopo tutti questi anni, ho capito che non era giusto trascurare ancora questioni che avevo deciso di accantonare solo per il bene di quel rapporto”, continua il suo sfogo l’ex volto di “Pomeriggio 5”.

“Parlerò”, ripete nel corso dell’intervista, una promessa di verità annunciata più volte in questi tre anni: “Certo che lo farò. Ma sarà in tribunale, davanti ai giudici, che è la sede opportuna per spiegare tutto. Poi i dettagli li racconterò in altre occasioni che verranno. Ho sperato fino a poco tempo fa che le cose cambiassero anche perché, per più di una volta ed esattamente tre, stavo per condurre una trasmissione in prime time in Rai: ci sono state numerose riunioni con i vertici dell’azienda e il responsabile dell’intrattenimento di una grossa casa di produzione, anche durante Ballando con le stelle, quindi fino a pochi mesi fa. In questi tre anni mi erano stati prospettati due progetti editorialmente in linea con l’azienda, sui quali abbiamo lavorato tanto, e improvvisamente sparivano tutti. Leggo sui giornali di varie ipotesi, ma nessuno mi ha mai detto nulla ufficialmente. Chi legge può trarre le sue conclusioni”.

Il riferimento a un veto di Mediaset sui suoi impegni in Rai è più volte finito al centro del dibattito, D’Urso, per la cronaca, non ha però collaborato in questi anni nemmeno con gli altri gruppi televisivi (La7, Sky, Discovery, Prime Video e Netflix). “L’Azienda respinge ogni addebito mosso dalla signora d’Urso. L’azione legale contiene una ricostruzione dei fatti strumentale e non corrispondente alla realtà. Le pretese risarcitorie della conduttrice sono del tutto infondate. Mediaset ha sempre agito nel rispetto degli obblighi assunti e in conformità con la propria linea editoriale, pertanto è fiduciosa sull’esito positivo della controversia”, aveva replicato l’avvocato Andrea Di Porto, legale del Biscione.

Fonti Mediaset sul fronte compensi avevano poi ricordato che “Barbara D’Urso solo grazie ai contratti ha raggiunto una cifra vicina ai 35 milioni di euro per i suoi anni di collaborazione con Mediaset, ai quali sono da aggiungere gli introiti ricevuti dagli investitori pubblicitari, che non sono quantificabili”. D’Urso replica così: “Ho letto molte cose in queste settimane, davanti alle quali sorrido perché tutto verrà chiarito. E qualunque sia la cifra da me guadagnata in 16 anni di lavoro in esclusiva, che non è quella, facendo anche quattro trasmissioni contemporaneamente tra day-time, domenica e prime-time, Mediaset e Publitalia, dal mio lavoro, hanno guadagnato enormemente di più, com’è giusto che sia. Però posso dire che sono anche un po’ irritata? Perché è ovvio che questa notizia, per altro falsa, è uscita per farmi apparire come quella interessata solamente ai soldi, che ne vuole altri. Ma non è assolutamente così. Io ora voglio solo tutelare i miei diritti e non solo quelli economici, che per me sono la parte meno importante: tutelo i miei diritti come lavoratrice e come artista che non è stata rispettata”.

Chi ha voluto far fuori Barbara D’Urso? “Il pubblico no, gli inserzionisti della pubblicità dei miei programmi assolutamente no… Forse qualche vendetta personale nell’ambiente? E per cosa poi? E comunque il pubblico è attento e sicuramente si sarà fatto una sua opinione”, aggiunge la conduttrice. Negli atti depositati in tribunale tira in ballo Maria De Filippi e Silvia Toffanin parlando di condizionamenti nella scelta degli ospiti, versione smentita dalla società Fascino (che fa capo a Maria De Filippi, ndr) e da fonti vicine a “Verissimo”: “Negli atti di una causa vengono raccontati i fatti. Quelli di cui parliamo sono fatti che ho vissuto io in prima persona, e che molti altri, tra produttori, autori e ospiti dei miei programmi, hanno vissuto con me: li confermeranno quando saranno sentiti in Tribunale come testimoni. Con il mio legale, l’Avvocato Federico Lucarelli, abbiamo lavorato per mesi alla preparazione di tutto il materiale necessario: documenti, chat, audio e molto altro, che ricostruiscono con precisione quanto accaduto”, continua D’Urso non fornendo dettagli e precisando di non aver avuto più contatti con le due conduttrici.

Nel corso della lunga intervista torna sul noto post ingiurioso del 2023 apparso su un profilo ufficiale dell’azienda: “Non me l’hanno mai giustificato. Nessuno mi ha mai chiesto scusa, neanche privatamente, e il post era gravemente lesivo e inaccettabile per la mia dignità di madre, di donna e di artista. Aspetto ancora delle risposte adeguate che arriveranno, spero, nelle aule di Tribunale“. Una rottura insanabile nel 2023 “con un comunicato non concordato, non ne sapevo nulla”: “In quel periodo stavamo anche trattando con i vertici di Mediaset il rinnovo contrattuale, che avrebbe previsto l’anno 2024/2025. Rinnovo, per altro, che mi era stato proposto dall’azienda. Come in Tribunale verrà dimostrato”.

“In fase di rinnovo del contratto, nel 2023 – avevano sottolineano le fonti Mediaset– è stata proposta a D’Urso la prosecuzione di Pomeriggio 5. Il rinnovo non si è concretizzato a fronte della pretesa da parte di D’Urso della conduzione di due prime serate, non ritenute compatibili con le esigenze di palinsesto”. La conduttrice rifiuta però l’idea che potesse trattarsi solo di un ciclo finito: “Il programma è proseguito pressoché identico per altre due stagioni, con lo stesso nome. È stata cambiata solamente la conduzione a settembre 2023, senza un vero cambio di linea editoriale e con il crollo della curva degli ascolti. Questi sono fatti e non parole”. La mediazione con l’azienda è saltata e “non si è parlato di risarcimenti monetari”: “Per me è importante tornare a fare il mio lavoro, che mi è stato strappato via senza poter nemmeno salutare il mio pubblico. Mi è stata fatta un’offerta talmente umiliante, che mi vergogno anche a raccontarla”.

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Il Fatto Quotidiano

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