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Bancomat, la truffa della ricevuta stampata: come ti fregano tutto allo sportello

  • Postato il 3 maggio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
Bancomat, la truffa della ricevuta stampata: come ti fregano tutto allo sportello
Bancomat, la truffa della ricevuta stampata: come ti fregano tutto allo sportello

Non c'è davvero limite alla fantasia criminale dei truffatori: il bancomat è uno dei luoghi più pericolosi, in questo senso, ma non c'è solo il rischio della clonazione della propria carta.

Le mani e gli occhi dei malintenzionati, spesso bande esperte e organizzatissime, super-attrezzate anche a livello tecnologico, sono sempre in azione e per questo l'utente deve cercare di premunirsi il più possibile e fornire meno appigli.

Uno di questi potrebbe essere la ricevuta che ogni sportello chiede se stampare o meno al termine del prelievo di denaro. Come ricorda anche Tgcom, non stamparla non è solo un modo per "proteggere" l'ambiente evitando spreco di carta e inchiostro, ma anche un modo per togliere la possibilità ai truffatori in agguato di leggere i diversi dati personali contenuti nella stessa ricevuta. 

Vengono infatti riportati data, ora, importo, luogo dell'operazione e, in alcuni casi, persino le ultime cifre della carta utilizzata. Una sorta di "porta aperta" alla truffa. I delinquenti infatti spesso rovistano nei cestini nei pressi degli sportelli bancomat dove gli utenti gettano distrattamente la ricevuta dell'operazione appena conclusa. L'obiettivo è usare i dati contenuti per "dare corpo" a truffe telefoniche in cui si fingono operatori di quell'istituto di credito o del trasporto pubblico. Sentendo riferimenti precisi a numero di carta, prelievi e spostamenti, i malcapitati potrebbero più facilmente cadere nella trappola. 

Il truffatore spesso si presenta come operatore anti-frode per fare abbassare la guardi alla vittima, quindi invia un sms e un link truffaldino su cui cliccare per dare l'ok alle verifiche (false) del caso, magari con il pin d'ordinanza. E la truffa è servita.

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Autore
Libero Quotidiano

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