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Chi è già un genio o un campione da bambino, diventerà il prossimo Einstein o Maradona? Per rispondere lo psicologo David Feldon, della Utah State University, ha spulciato le carriere di 35.000 tra grandi atleti, scienziati, musicisti e scacchisti: «Il 90% di loro da bambini non erano eccezionali nel campo in cui hanno brillato da adulti, e avevano sperimentato molte attività diverse, prima di trovare quella di eccellenza», ha spiegato su Science. «In media solo il 10%, che sale al 18% per gli atleti, di chi ottiene grandi risultati da bambino, resta ai massimi livelli anche da adulto».. Tante esperienze contano di più
Le caratteristiche tipiche dei giovani "geni" o campioni, come la specializzazione precoce, i rapidi progressi e l'elevata quantità di pratica in un'unica disciplina, sono spesso rare o assenti nelle storie di chi eccelle da adulto.. «Sembra che un'esperienza più varia e meno ossessiva durante l'infanzia favorisca capacità di apprendimento più flessibili, che aiutano poi le persone a trovare l'attività in cui brillare da adulti. Inoltre, carichi di allenamento meno intensi riducono il rischio di burnout, infortuni e abbandono precoce», conclude Feldon.
Spingere troppo i presunti "geni" o campioni giovanili, rischia insomma di farci perdere molti adulti di talento..
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