Avviso Pubblico, 30 anni contro mafie e corruzione: una graphic novel racconta le donne in prima linea
- Postato il 22 maggio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Trent’anni dopo la sua nascita, Avviso Pubblico rilancia la sfida dell’antimafia partendo dalle storie delle donne. Lo fa nel giorno del suo anniversario – il 22 maggio – con una doppia iniziativa a Roma: l’assemblea nazionale nella sala della Protomoteca in Campidoglio e, nel pomeriggio, la presentazione di “SCELTE [scél-te] femminile plurale. Storie di impegno e di passione civile”, graphic novel edita da BeccoGiallo e firmata da Valeria Scafetta e Giulia Migneco.
Il volume raccoglie storie di impegno civile, istituzionale e culturale al femminile contro mafie e corruzione. Magistrate, insegnanti, dirigenti penitenziarie, amministratrici pubbliche, studiose e attiviste che negli anni hanno scelto di stare in prima linea, spesso lontano dai riflettori. La presentazione si è tenuta allo Spazio Sette Libreria, con i saluti istituzionali del presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà e l’intervento di Margherita Cassano, divenuta nel 2023 la prima presidente della Corte Suprema di Cassazione italiana.
Tra le protagoniste del libro c’è Alessandra Cerreti, magistrata della Direzione distrettuale antimafia di Milano che i clan definiscono “la donna che ci porta via le donne”. La graphic novel racconta il suo lavoro contro la ’ndrangheta e il rapporto costruito con collaboratrici di giustizia come Giusy Pesce e Giuseppina Multari, donne che hanno deciso di sottrarsi alla violenza mafiosa e familiare. Accanto a lei compare Anna Sergi, ricercatrice dell’Università di Bologna che da anni studia la dimensione internazionale della ’ndrangheta, da Londra a Sydney, cercando di scardinare stereotipi e letture superficiali sulla Calabria e sulle mafie contemporanee. C’è poi Daniela Marcone, figlia di Francesco Marcone, dirigente dell’ufficio tributi di Foggia ucciso dalla criminalità organizzata dopo aver denunciato tentativi di corruzione e connivenze. Una vicenda trasformata negli anni in impegno civile e memoria collettiva.
Le storie raccolte nel volume attraversano mondi diversi: dall’associazionismo di periferia con Tiziana Ronzio alla gestione dei beni confiscati raccontata dall’amministratrice giudiziaria Stefania Di Buccio; fino all’esperienza di Daniela Minelli, alla guida di una struttura considerata tra le più all’avanguardia del sistema penitenziario italiano. Figure differenti unite da un filo comune: l’idea che il contrasto alle mafie non possa essere affidato soltanto alla repressione giudiziaria ma debba passare anche da educazione, cultura, presenza sociale e responsabilità pubblica.
Un messaggio che si intreccia con il documento politico diffuso da Avviso Pubblico per il suo trentennale. Nel testo l’associazione avverte che mafie e corruzione “non sono scomparse, sono cambiate”: meno violenza visibile e più capacità di infiltrarsi nei mercati, negli appalti, nella finanza e nell’economia legale. Un fenomeno che – denuncia l’associazione – rischia di trovare terreno fertile nell’indebolimento dei controlli amministrativi e nella normalizzazione della corruzione come “costo d’impresa”.
Dal 1991 al 2026, ricorda ancora Avviso Pubblico, in Italia sono stati emanati 682 decreti di scioglimento di enti locali per infiltrazioni mafiose. Numeri che spiegano perché, a trent’anni dalla nascita dell’associazione, il tema resti tutt’altro che archiviato. E perché il racconto di queste donne venga oggi considerato parte integrante di una nuova stagione dell’antimafia.
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