Autonomia differenziata, via libera dal Consiglio regionale. Bucci: “Un grande vantaggio”
- Postato il 10 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Liguria. Via libera in Consiglio regionale all’intesa definitiva tra Regione e Governo per l’attuazione dell’autonomia differenziata, una rivoluzione che riguarderà anzitutto la sanità ma anche un settore cruciale come la protezione civile.
Sulle barricate l’opposizione, secondo cui la riforma porterà solo problemi e nessun vantaggio ai cittadini liguri e accusa la giunta di essersi piegata alla propaganda della Lega. Il consigliere dem ed ex ministro Andrea Orlando ha esposto un elmetto con le corna per rievocare i raduni leghisti delle origini a Pontida, gesto che ha suscitato polemiche. Ulteriori tensioni in aula per un intervento di Angelo Vaccarezza (Forza Italia), segretario dell’ufficio di presidenza, che ha letto l’elenco dei sindaci contrari nel Consiglio delle autonomie locali: fatto che la minoranza ha associato alle “liste di proscrizione” bollando l’intervento come “indegno, violento e indecente“.
“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire“, replica il presidente Marco Bucci secondo cui l’autonomia differenziata sarà “un grande vantaggio” perché consentirà ad esempio di “dare i rimborsi il giorno dopo a chi ha perso un negozio per un’alluvione. Se l’opposizione non riesce a capire queste cose, a Genova si dice m’attasto se ghe son. Ed è vergognoso che alcuni sindaci abbiano votato no”. Sulla sanità “è ancora più difficile non capire che la possibilità di aggiungere fondi è una cosa positiva“. Le differenze tra Regioni? “Non c’entra assolutamente nulla questo discorso, è incredibile come si tenda ad allineare tutti in basso anziché in alto. Sembrano i piani quinquennali dell’Unione Sovietica“.
Cosa prevede l’autonomia differenziata in Liguria
In tema di sanità la Regione Liguria, sulla base dell’accordo e comunque d’intesa coi ministeri della Salute e dell’Economia, potrà “istituire e gestire fondi sanitari integrativi” oltre al riparto del fondo sanitario nazionale, destinare risorse per l’assunzione di personale o l’incremento delle prestazioni aggiuntive, allocare le risorse nazionali vincolate su altri ambiti della spesa sanitaria in caso di “economie da efficientamento”, individuare tariffe di rimborso e remunerazione differenti da quelle nazionali e gestire in autonomia le risorse statali per gli investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende.
Un’altra rivoluzione è quella che attende la Protezione civile. Con le nuove regole, in caso di eventi calamitosi la Regione potrà emettere ordinanze in deroga alla disciplina statale anche senza attendere la deliberazione dello stato d’emergenza da parte del Consiglio dei ministri. E soprattutto queste ordinanze “possono autorizzare l’apertura di contabilità speciali presso la tesoreria dello Stato” nei limiti del Fondo regionale di protezione civile (20 milioni complessivi per tutte le Regioni) e delle risorse regionali destinate allo scopo. L’intesa inoltre stabilisce automaticamente che il commissario all’emergenza sia il presidente della Regione (che può indicare un’altra persona). Sempre in ambito di protezione civile, l’ente potrà anche formare e reclutare personale a tempo determinato.
In materia di professioni, la Regione Liguria potrà istituire elenchi con obbligo di iscrizione per quelle che presentano “un nesso diretto ed evidente con le caratteristiche peculiari del territorio e della relativa economica” e che richiedono “abilità, conoscenze e competenze ulteriori acquisibili attraverso l’esperienza e la formazione specialistica su base locale”. L’esempio tipico che Bucci ha portato negli ultimi mesi è quello degli skipper e altre figure legate alla nautica e in generale alla blue economy. Restano vietate discriminazioni in base a provenienza territoriale e luogo di residenza. Sempre la Regione provvederà al riconoscimento delle qualifiche professionali, previa eventuale formazione aggiuntiva.
Via libera infine alla promozione di forme di previdenza complementare e integrativa su base regionale “anche attraverso la stipula di apposite convenzioni con fondi pensioni già esistenti”. L’ente stesso assumerà la rappresentanza negoziale per contratti o accordi collettivi che riguardino il personale dipendente della Regione, degli enti pubblici regionali, degli enti locali liguri e del sistema sanitario.
Ieri sono arrivate le dure prese di posizione delle minoranze, alle quali hanno replicato i consiglieri di maggioranza: “Basta alla caricatura dell’autonomia dipinta dal Pd come una guerra tra territori, e non è nemmeno una questione di creare cittadini di serie A e serie B come affermato da Avs: i diritti fondamentali devono essere garantiti a tutti, ma garantire gli stessi diritti non significa obbligare tutti i territori a funzionare nello stesso modo – afferma Sara Foscolo, capogruppo della Lega -. L’autonomia differenziata per la Liguria è un concreto e serio provvedimento che porterà più risorse, tutele, opportunità e sviluppo per la nostra regione. Quello di cui oggi accusano la Lega è scritto nella Costituzione da 25 anni e non è una recente invenzione del ministro Roberto Calderoli. Infatti, in tutti questi anni ci sono stati diversi tentativi anche da parte di governatori di sinistra di avviare le pre-intese tra le loro Regioni e lo Stato per ottenere forme particolari di autonomia differenziata. Sembra però che l’autonomia sia una cosa buona se a proporla è la sinistra e diventi ‘una sciagura’ quando a proporla è la Lega o il centrodestra”.
“Il voto favorevole di Fratelli d’Italia sull’autonomia differenziata nasce da una convinzione precisa: una Regione più responsabile e più vicina ai territori può dare risposte più rapide, efficaci e aderenti alle esigenze dei cittadini -. Il percorso approvato riguarda competenze strategiche per la Liguria, con particolare riferimento alla tutela della salute e alla protezione civile”. “Non parliamo di un’autonomia astratta – sottolinea il capogruppo Rocco Invernizzi – ma di strumenti che possono incidere concretamente sulla qualità dei servizi. In sanità significa avere maggiori margini nella programmazione e nella gestione delle risorse, valorizzando anche le economie prodotte da una spesa più efficiente e destinandole alle necessità più urgenti del sistema regionale”.
Favorevole (ma con riserve) anche Gianmarco Medusei, da oggi passato al gruppo misto dopo l’adesione al partito di Vannacci Futuro Nazionale: “La nostra posizione è chiara: l’autonomia non deve dividere l’Italia, deve responsabilizzare chi amministra i territori. Per questo Futuro Nazionale vota a favore. Lo facciamo per rispetto dei territori e del mandato espresso dal presidente Bucci“. Tuttavia “questo non significa raccontare ai cittadini una realtà diversa da quella che è. Questa non è la grande autonomia che è stata propagandata da tempo, ma è più un compromesso politico all’interno della maggioranza di governo nazionale per dare un contentino politico alla Lega. La direzione del principio è corretta, ma il risultato concreto è ancora lontano dalle aspettative”.