Auto sempre più care, gli italiani allungano i finanziamenti per sostenere la rata mensile
- Postato il 3 settembre 2026
- Fatti A Motore
- Di Il Fatto Quotidiano
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Gli italiani continuano a comprare auto più costose, ma per riuscire a farlo allungano il finanziamento e spostano una parte crescente del prezzo sulla maxi rata finale. È una delle indicazioni più interessanti che emerge dalla sesta edizione dell’Osservatorio Credit & Mobility di Experian e UNRAE, relativo ai primi sei mesi del 2026.
Il mercato del nuovo, come dimostrano i numeri recentemente diffusi, cresce: le immatricolazioni aumentano del 9,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le richieste di finanziamento salgono del 6,7%. Ma dietro la ripresa dei volumi si sta modificando il modo in cui gli automobilisti affrontano l’acquisto.
Il 64% delle richieste di finanziamento non supera infatti i 25.000 euro, mentre solo il 46,6% delle auto immatricolate appartiene alle fasce di prezzo fino a quella cifra. Il divario si spiega con formule che prevedono un anticipo e soprattutto una maxi rata finale: l’importo finanziato inizialmente non corrisponde quindi all’intero valore della vettura. Il 70% delle vendite si concentra ormai nella fascia compresa tra 15.000 e 35.000 euro.
Anche la struttura dei contratti sta cambiando. La durata più richiesta per un’auto nuova è compresa fra tre e quattro anni, ma rispetto al 2025 si registra un generale allungamento dei finanziamenti. Parallelamente acquista peso la maxi rata finale: quella da 15.000 euro è la più diffusa e cresce dell’8% rispetto allo scorso anno.
Il credito, insomma, diventa uno strumento sempre più importante per rendere sostenibile la rata mensile e consentire l’accesso a vetture di fascia più alta. Secondo l’Osservatorio, per circa l’80% delle auto nuove o usate viene richiesto un finanziamento.
Sul fronte delle alimentazioni, l’ibrido tradizionale è ormai il baricentro del mercato. Le HEV raggiungono il 49,7% delle immatricolazioni, mentre le elettriche pure salgono all’8,4%, sostenute anche dagli incentivi. Secondo il rapporto, a favorire le ibride contribuisce anche la possibilità di fare a meno delle infrastrutture di ricarica, il cui sviluppo ancora lento continua invece a penalizzare le BEV.
Più debole il quadro dell’usato. Nella prima metà dell’anno i trasferimenti di proprietà scendono dell’1,8% e le richieste di finanziamento dello 0,8%. Anche qui, però, si compra più in alto. Le vetture entry level perdono terreno a vantaggio delle fasce tra 25.001 e 50.000 euro. E il credito si allunga ancora di più: la durata superiore ai cinque anni è la più richiesta e aumenta del 5% rispetto al 2025.
Cambia infine anche l’usato sotto il profilo delle motorizzazioni. Le ibride rappresentano il 12,2% dei passaggi di proprietà, con una crescita del 26,5% in un anno. Un effetto della progressiva diffusione dell’ibrido nel nuovo, che comincia ormai a riflettersi anche sul mercato di seconda mano.
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