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Attenti all’inflazione, più che all’Intelligenza Artificiale. La mappa di Panetta

  • Postato il 24 aprile 2026
  • Economia
  • Di Formiche
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  • 3 min di lettura
Attenti all’inflazione, più che all’Intelligenza Artificiale. La mappa di Panetta

C’è da stare attenti, eccome. Perché una nuova impennata dei prezzi, dentro e fuori l’Italia, è dietro l’angolo. Anzi, a dire il vero, il seme è già gettato, anche se gli ultimi dati sul costo della vita in Italia raccontano una temporanea ma buona capacità di assorbimento dell’urto generato dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Certo, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti ha dovuto ammettere che la crescita nel 2026 non andrà oltre lo 0,6% e lo stesso l’anno prossimo.

Il punto è però anche un altro: se l’inflazione in Europa dovesse tornare a correre, la Banca centrale europea si ritroverebbe ancora una volta davanti al bivio. Dopo aver raffreddato il costo del denaro (oggi i depositi sono al 2%) e permesso alle banche di immettere liquidità nell’economia, una fiammata dei prezzi costringerebbe l’Eurotower a riazionare il freno d’emergenza, cominciando a ritoccare al rialzo i tassi. Difficilmente nel board del 30 aprile ci sarà un primo squillo, ma è bene tenere alta l’attenzione.

Fabio Panetta lo ha ricordato da Napoli. Il governatore di Bankitalia ha, nella sostanza, rammentato che un rischio di nuova spirale inflazionistica c’è. “I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l’evoluzione della situazione geopolitica, con un obiettivo preciso: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023”, ha sottolineato Panetta nel corso del suo intervento partenopeo nell’ambito del ciclo di incontri “L’avventura della moneta. Lo scambio infinito”.

“Il compito delle istituzioni, inclusa quella che rappresento, è proprio questo: custodire la fiducia, anche nei momenti di maggiore incertezza. Per le banche centrali, questo compito passa attraverso la gestione della moneta”, ha proseguito Panetta. “La moneta è, in fondo, un patto di fiducia collettiva. Quando paghiamo con una banconota, diamo per scontato che chi la riceve la accetti. Quando mettiamo da parte i risparmi, confidiamo che domani valgano quanto oggi. Questo patto silenzioso tra le persone è antico quanto le prime monete. E le banche centrali, nel tempo, ne sono diventate le guardiane. Essere guardiani di quel patto significa due cose: garantire pagamenti sicuri e preservare nel tempo il valore del denaro, cioè tenere sotto controllo l’inflazione. Ed entrambi questi compiti sono oggi sotto pressione”.

Il governatore ha poi toccato il delicato tema dell’Intelligenza Artificiale applicata alla finanza e all’economia reale. “L’Intelligenza Artificiale sta cambiando l’attività produttiva in modi che generano, comprensibilmente, grande preoccupazione tra imprenditori e lavoratori, in Italia come nel resto del mondo. Molti si chiedono cosa resterà del proprio mestiere tra dieci anni, e non è una domanda a cui è facile rispondere. Non è la prima volta che ci troviamo davanti a sfide di questo genere”. E ancora, “le analogie con i problemi legati allo Stretto di Hormuz sono evidenti. E l’ansia che oggi sentono i lavoratori di fronte all’avanzare dell’Intelligenza artificiale non è tanto diversa da quella degli artigiani e dei tessitori inglesi durante la rivoluzione industriale. La storia ci insegna però anche altro: quelle transizioni, per quanto dolorose, hanno generato nuove opportunità, nuove professioni, nuova prosperità. L’Italia e l’Europa hanno le risorse, le competenze e le istituzioni per affrontare anche questa sfida. Non c’è ragione di credere che questa volta sarà diverso”.

Autore
Formiche

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