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Attentato Torri Gemelle, cosa c'era nell'aria dopo l'11 settembre: i documenti choc

  • Postato il 8 settembre 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 3 min di lettura
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Attentato Torri Gemelle, cosa c'era nell'aria dopo l'11 settembre: i documenti choc
Attentato Torri Gemelle, cosa c'era nell'aria dopo l'11 settembre: i documenti choc

Dopo l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, le autorità statunitensi continuarono a rassicurare i newyorkesi sulla qualità dell’aria. I dati, però, indicavano una situazione diversa. Lo rivela oggi, 25 anni dopo quella tragedia, il New York Times.

Il quotidiano ha analizzato diversi documenti sulla qualità dell’aria e sulla contaminazione nonché gli scambi di corrispondenza tra funzionari e residenti allarmati. Adesso inoltre il sindaco di New York Zohran Mamdani ha ordinato alla sua amministrazione di rendere pubblici quei documenti attraverso un portale online. 

Da quelle pagine sembra emergere una verità sconcertante: ai newyorkesi venne chiesto di tornare a Ground Zero prima che fosse sicuro farlo, facendoli così esporre al contatto con sostanze tossiche pericolose come l'amianto

"Il minimo che dobbiamo garantire alle famiglie, ai sopravvissuti e ai soccorritori è trasparenza e responsabilità", ha dichiarato il sindaco. I documenti sono emersi grazie a una battaglia legale avviata da 9/11 Health Watch, organizzazione che si occupa della salute delle persone colpite dall’11 settembre e che aveva fatto causa alla città per ottenere la loro divulgazione. Secondo il direttore della nonprofit, Ben Chevat, quei documenti direbbero chiaramente che le autorità locali dell’epoca - prima Rudolph Giuliani e poi  Michael Bloomberg – erano a conoscenza della presenza di quelle sostanze tossiche e dei rischi a esse collegati.

 

 

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Dopo gli attentati, in effetti, migliaia di persone sono morte per tumori ai polmoni e al sangue, malattie cardiache e patologie respiratorie. Ora, questi dati potrebbero aiutare le persone che si sono ammalate e i loro familiari a richiedere l’accesso ai fondi federali di risarcimento e assistenza.

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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