Attentato a Ranucci, Lavitola accusato di strage e associazione mafiosa: il sopralluogo sotto casa del giornalista e il ruolo del fedelissimo del suo ristorante
- Postato il 7 luglio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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L’ex direttore de L’Avanti!, Valter Lavitola, avrebbe incaricato Clesio Tavares, storico dipendente del suo ristorante in zona Monteverde, a Roma, di “individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione” del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.
E’ quanto emerge dal decreto di perquisizione disposto il 4 luglio dai pm della Dda di piazzale Clodio.
Stando alla ricostruzione degli investigatori dei carabinieri del reparto operativo di Roma e del nucleo operativo di Frascati, Lavitola avrebbe anche partecipato a un sopralluogo “nei pressi dell’abitazione” del conduttore di Report, a Pomezia, a settembre 2025. Un mese prima dell’esplosione.
A condurre sulle tracce dell’ex giornalista sono state le parole di uno dei presunti esecutori materiali dell’attentato, l’avellinese Pellegrino D’Avino, durante l’esecuzione dell’ordinanza di arresti disposta la scorsa settimana nei confronti suoi e di altre tre persone.
Nell’occasione, in base a quanto riferito dai carabinieri, D’Avino avrebbe chiesto al suocero di avvisare Gomes.
In una successiva conversazione tra quest’ultimo e la compagna, quindi, sarebbe emerso che “Valter” si è “interessato all’immediato allontamento del Gomes dall’Italia, facendolo partire per il Camerun e preoccupandosi della sua assistenza legale”.
Nei confronti di Lavitola e degli altri indagati i pm della Direzione distrettuale antimafia di Roma ipotizzano le accuse di strage, oltre che di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.
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