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Attacco a Hebron, Netanyahu chiude la Cisgiordania e la consegna ai coloni. Hamas delira: “Vittoria o martirio”

  • Postato il 23 ottobre 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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  • 3 min di lettura
In sintesi

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Attacco a Hebron, Netanyahu chiude la Cisgiordania e la consegna ai coloni. Hamas delira: “Vittoria o martirio”

L’attacco armato nei pressi di un posto di blocco a Hebron in Cisgiordania – attacco parzialmente sventato dai militari israeliani che hanno ucciso i due attentatori palestinesi contando due vittime e tre feriti nel suo contingente – esaspera se possibile ancor di più la situazione conflittuale nell’aerea proprio a ridosso delle più importanti elezioni politiche negli ultimi decenni e dove Netanyahu si gioca il tutto per tutto.

Scontro al fuoco al check-point di Hebron

Lo scontro a fuoco al check-point è durato 20 minuti, al termine del quale i soldati hanno ucciso due palestinesi, identificati in seguito come Mohammad Jaaba e Firas Jaaba, entrambi di 27 anni, sposati e con figli, residenti di Hebron. Nello scontro a fuoco, filmato da una telecamera sull’elmetto di un soldato Idf, hanno perso la vita anche il sergente maggiore Ron Yonatan Roytman e il sergente Yuval Shai Svilem.

scontro a fuoco check-point a hebron
Attacco a Hebron, Netanyahu chiude la Cisgiordania e la consegna ai coloni. Hamas delira: “Vittoria o martirio” (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Il primo ministro israeliano ha annunciato provvedimenti stile Gaza a Hebron e Halhul, oltre al blocco totale e il divieto di circolazione in Giudea e Samaria, territori palestinesi che configurerebbero la Cisgiordania e che Netanyahu insiste a chiamare deliberatamente con i nomi ebraici perché considera già suoi. Promette, anche in vista del voto, evacuazione dei residenti e insediamenti dei coloni.

La flebile presa di posizione europea

Flebile, in pratica incosistente, la posizione della Ue: “Pur riconoscendo le preoccupazioni di Israele, sottolineiamo l’importanza della libertà di circolazione in Cisgiordania”.

Non va più in là della petizione di principio il nostro ministro degli Esteri Tajani mentre lamenta il trattamento subito dalle 5 volontarie italiane in loco: “Non è colpendo la popolazione palestinese, soprattutto i pacifici villaggi cristiani, che si risolve il problema della sicurezza di Israele”.

La situazione, e cioè l’impasse inscalfibile che rende la soluzione dei due stati poco più che un’illusione – e cioè occupazione totale e senza limiti contro fanatiche rivendicazioni d’odio e sterile vocazione al martirio – è ben sintetizzata dai comunicati dei rappresentati di Hamas e del governo Netanyahu.

Hamas: “Vittoria o martirio”

Hamas lancia ”un appello a tutti gli individui liberi del nostro popolo perché dirigano il loro fuoco contro gli occupanti che continuano a commettere i crimini più efferati contro la nostra gente in Cisgiordania, a Gerusalemme e nella Striscia di Gaza. È una lotta che può portare solo alla vittoria o al martirio”.

Netanyahu assicura la distruzione delle infrastrutture terroristiche.  “Costruiremo quelle degli insediamenti. Stiamo costruendo e regolarizzando proprio qui, e non soltanto qui, oltre cento nuovi insediamenti. A questi si aggiungono, naturalmente, più di cento avamposti agricoli. Distruggeremo le infrastrutture terroristiche e costruiremo sempre più insediamenti”,

 

 

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Autore
Blitz

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