Atletica, Filippo Dezza ha una croce in testa, ma è tanta delizia: avanti nei 200. Coiro in finale negli 800 (per stupire)
- Postato il 13 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Non poteva che colpire l’occhio con quella capigliatura decisamente inconsueta: tutta colpa (o merito, fate voi) di Gimbo Tamberi, che ha “battezzato” il debutto in azzurro di Filippo Dezza facendogli pagare pegno, cioè rasandogli una X sulla testa, e proponendo dunque un taglio di capelli decisamente inconsueto. Nulla però che abbia spaventato il 21enne bergamasco, che con il tempo di 20”60 ha corso le batterie dei 200 come nessun altro avversario ha saputo fare. E stasera si ripresenterà bello carico in semifinale, sebbene con un taglio di capelli… rimodellato secondo i canoni dell’estetica.
- Il dazio pagato, la voglia di stupire: è Dezza mania
- Coiro sugli 800 per sognare: "Non avrò nulla da perdere"
Il dazio pagato, la voglia di stupire: è Dezza mania
Perché il dazio è stato pagato, e Dezza può aggiustare l’acconciatura e pensare solo a correre. “A Gimbo ho detto che poteva fare quel che voleva, ma lui ha un po’ calcato la mano… doveva togliermi solo una ciocca, e invece s’è divertivo a fare una croce… va beh, stasera mi raso a zero e sono pronto a giocarmela”.
Stasera però sarà più dura per il neo campione italiano dei 200, che a Firenze ha battuto il grande favorito Fausto Desalù, a sua volta atteso al debutto direttamente in semifinale (è tra i 12 qualificati grazie al ranking stagionale). Dezza però ha mandato un segnale forte anche in ottica staffetta: impossibile a questo punto tenerlo fuori dal quartetto che il DT La Torre e il tecnico delle staffette Di Mulo dovranno varare, viste le contemporanee assenze di Jacobs, Tortu, Melluzzo e (con ogni probabilità) di Ali. Nei 200 avanza in semifinale anche Eduardo Longobardi, altro azzurro in odore di staffetta, con il tempo di 20”91.
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La mattinata di Birmingham ha raccontato anche dell’ennesima prestazione di grande impatto di Eloisa Coiro, fresca primatista nazionale sugli 800: il tempo di 1’57”47 gli ha consentito di entrare in finale e anche di provare ad alzare nuovamente l’asticella. “Praticamente è tutto l’anno che so di essere a un certo livello, ma chiaramente la semifinale sapevo che sarebbe stato il banco di prova più delicato e difficile.
Sono contenta di come mi sono mossa, sono stanca ma felice. Domani sera sarà bello e stimolante provare ad andare a medaglia: Hodgkinson e Bol hanno dimostrato di essere in grande spolvero, ma io non avrò nulla da perdere ed è giusto sognare”. In finale ci sarà anche la svizzera Audrey Werro, grande favorita della vigilia, riammessa dopo che a causa di un contatto fortuito era andata a terra, vedendo compromessa la sua gara.
Qualificati nella finale dei 3.000 siepi tutti e tre gli italiani presenti alla rassegna, quindi i gemelli Ala e Osama Zoghlami e Yassin Bouih. Nel salto in alto femminile avanzano in finale Asia Tavernini e Idea Pieroni (out Marta Morara), mentre nei 400 nulla da fare per Anna Polinari, Alessandra Bonora e Alice Mangione, tutte fuori dalla finale che si preannuncia velocissima.