Aston Martin e NetApp, la F1 corre anche sui dati
- Postato il 26 agosto 2026
- Smart Mobility
- Di Virgilio.it
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Generazione sintesi AI in corso…
Quando una Formula 1 passa sul rettilineo, l’attenzione finisce subito su motore, aerodinamica, gomme e talento del pilota, questo ovviamente è normale, perché quella è la parte più visibile dello spettacolo. Dietro, però, oggi si muove una macchina altrettanto sofisticata, fatta di server, cloud, simulazioni, algoritmi e flussi di dati che non possono permettersi ritardi.
Aston Martin Aramco Formula One Team lavora proprio su questa doppia pista: una è quella del circuito, l’altra collega box, Technology Campus di Silverstone e infrastrutture digitali. In mezzo c’è NetApp, che fornisce la piattaforma necessaria per raccogliere, spostare, proteggere e analizzare le informazioni generate dalla monoposto. Non si tratta di semplice archiviazione, ma di un sistema che aiuta la squadra a trasformare i dati in decisioni tecniche e strategiche.
Oltre 300 sensori raccontano ogni giro
Ogni monoposto Aston Martin porta con sé oltre 300 sensori e, durante un fine settimana di gara, può generare più di 1 TB di informazioni grezze, che diventano tra 2 e 3 TB includendo preparazione, elaborazione e analisi successive. Temperature, pressioni, vibrazioni, carichi, accelerazioni e consumo energetico compongono una specie di racconto continuo della vettura.
Il punto, però, non è accumulare numeri, il vero lavoro sta nel capire quali segnali meritano attenzione immediata e quali possono essere analizzati con più calma. Una vibrazione insolita può anticipare un problema, ma può anche dipendere da una condizione momentanea della pista, per questo servono dati coerenti, raggiungibili e facili da confrontare. NetApp interviene proprio qui, creando continuità tra pista, sede centrale e cloud, così che l’informazione giusta arrivi dove serve senza perdersi in passaggi lenti o sistemi separati.
Durante un weekend di gara, una parte delle analisi viene svolta direttamente in pista, dove ogni secondo pesa, mentre altre attività coinvolgono gli specialisti rimasti a Silverstone. Che il Gran Premio si corra a Miami, Suzuka o Melbourne cambia poco: chi lavora nel box e chi opera dal Regno Unito deve poter consultare dati allineati quasi come se fosse nella stessa stanza. La tecnologia SnapMirror di NetApp permette di replicare rapidamente le informazioni dalla pista alla sede centrale, mantenendo copie aggiornate nei diversi ambienti.
Così, se durante le prove emerge un comportamento anomalo nella gestione dell’energia, gli ingegneri al circuito possono iniziare subito l’analisi, mentre il gruppo a Silverstone confronta quei valori con simulazioni e dati storici. Non serve aspettare la fine della sessione o inviare pesanti pacchetti di file, tutto si svolge in tempo reale, perché in Formula 1, anche questa rapidità può fare la differenza in gara.
Edge computing e cloud seguono il calendario mondiale
L’infrastruttura digitale della Formula 1 ha una complicazione in più rispetto a quella di una normale azienda: deve viaggiare. Cambiano circuiti, fusi orari, connessioni e condizioni ambientali, ma tutto deve tornare operativo in tempi strettissimi. Per questo il lavoro vicino alla pista è fondamentale. L’edge computing consente di elaborare alcune informazioni dove vengono prodotte, evitando di inviare ogni dato verso un centro remoto prima di ottenere una risposta.
Le analisi più urgenti restano vicine al circuito, mentre i carichi più pesanti possono sfruttare l’HQ di Silverstone o il cloud. L’approccio hybrid multicloud permette poi ad Aston Martin di collegare sistemi locali, risorse in pista e piattaforme online senza dipendere da un solo ambiente. Alcune attività hanno bisogno di controllo e vicinanza, altre beneficiano della potenza di calcolo disponibile online, in tutto questo la sfida sta nel mettere ogni carico nel posto giusto.

Al centro dell’architettura c’è un data lake unificato, cioè un grande ambiente in cui confluiscono telemetria, simulazioni, dati aerodinamici, documenti tecnici, applicazioni aziendali e archivi storici. Il termine può sembrare freddo, ma l’idea è piuttosto semplice: costruire una memoria digitale coerente della squadra.
I circuiti tornano quasi tutti ogni stagione, ma non sono mai davvero uguali, perché cambiano vettura, gomme, temperature e regolamenti; confrontare presente e passato permette quindi di individuare schemi utili. La piattaforma NetApp ONTAP offre la base per gestire questo patrimonio di dati, mentre FabricPool aiuta a distribuire i dati su diversi livelli di archiviazione, così che le informazioni usate di frequente restano sui sistemi più prestazionali, quelle consultate raramente possono essere spostate verso risorse più convenienti. È come in un’officina ordinata: gli strumenti di tutti i giorni stanno sul banco, gli altri in magazzino.
Simulazioni e AI partono dai dati
I test reali in Formula 1 sono limitati e costosi, perciò simulazioni e gemelli digitali hanno un ruolo enorme. Un gemello digitale consente di rappresentare virtualmente un componente, la vettura o uno scenario operativo, modificando parametri e osservando le conseguenze prima di costruire una nuova parte. Questo permette di valutare più soluzioni, accelerare lo sviluppo e ridurre gli sprechi.
L’intelligenza artificiale si inserisce nello stesso percorso, aiutando a individuare anomalie, supportare ricerca e sviluppo, analizzare l’affidabilità e riconoscere relazioni difficili da cogliere manualmente.
Un algoritmo può segnalare una combinazione insolita di temperature, pressioni e vibrazioni, suggerendo che qualcosa non si sta comportando come previsto. Però l’AI funziona bene solo se i dati sono puliti, disponibili e protetti. Senza una base solida, anche il sistema più evoluto rischia di produrre risultati poco utili.
Durante un Gran Premio la strategia dipende da degrado gomme, traffico, meteo, safety car, scelta delle mescole, gestione dell’energia e molto altro. I sistemi elaborano migliaia di scenari, ma i risultati devono arrivare al muretto in tempo utile, dato che un’indicazione perfetta ricevuta troppo tardi vale decisamente poco.

NetApp non decide quando effettuare un pit stop, naturalmente, ma riporta dei dati che consentono a chi cura la strategia di gara di valutare le alternative possibili. Lo stesso vale per l’affidabilità, perché una monoposto lavora sempre vicino ai propri limiti e ogni componente deve essere leggero, performante e abbastanza robusto da finire la gara.
Una singola temperatura può dire poco, una sequenza di segnali può invece anticipare un problema. La gara diventa così una fonte di sviluppo continuo: quello che accade in pista torna in fabbrica, viene studiato e contribuisce alla versione successiva della vettura e alla gestione della gara successiva.
La tecnologia invisibile può cambiare il risultato
Il Technology Campus di Silverstone riunisce progettazione, simulazione, produzione e attività operative in un ambiente pensato per lavorare attraverso i dati. Applicazioni aziendali, sistemi PLM, strumenti Microsoft, SAP e ambienti VDI permettono agli ingegneri di collaborare anche a distanza, accedendo a postazioni senza trovarsi fisicamente davanti alla macchina che esegue i calcoli. A tutto questo si aggiunge la cyber resilienza, perché progetti, simulazioni e strategie hanno un valore enorme e devono essere protetti da accessi non autorizzati, guasti ed errori.
La tecnologia NetApp ovviamente non aggiunge cavalli alla power unit e non compare nei tempi sul giro, ma può ridurre i tempi di analisi, evitare incomprensioni tra pista e fabbrica e rendere più rapida una decisione. Presi singolarmente sono vantaggi sottili, ma sommando migliaia di piccoli passaggi, però, il risultato può cambiare davvero. In definitiva? La monoposto di Formula 1 corre sull’asfalto, i suoi dati corrono altrove. E molto più veloci!