Assi di forza in Valbisagno: primi bus in servizio nel 2027, Ztl di San Gottardo verso lo stop
- Postato il 9 ottobre 2026
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- Di Genova24
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Genova. Slitta al 2027 l’attivazione degli assi di forza in Valbisagno coi nuovi bus elettrici flash charging. La novità è emersa dall’assemblea pubblica con gli assessori Massimo Ferrante, Emilio Robotti e Tiziana Beghin convocata all’auditorium di Molassana dal Municipio Media Valbisagno per fare il punto sul dossier. “Negli anni scorsi all’opposizione avevamo chiesto ripetutamente assemblee pubbliche, ora il progetto è questo e va realizzato”, ha ribadito il presidente Lorenzo Passadore. Al centro del dibattito, come prevedibile, la futura rivoluzione della viabilità in sponda destra, tutta confermata eccetto una parte: la contestatissima Ztl di San Gottardo, che probabilmente verrà eliminata.
L’incontro si è aperto con la contestazione di alcuni consiglieri municipali di centrodestra, tra cui l’ex presidente Maurizio Uremassi e l’ex assessore Vincenzo Apicella, che hanno esposto due striscioni con le scritte “No Skymetro, meno bus del 26%, grazie Silvia Salis” e “Quattro assi, un risultato solo = caos e cabinovia Ferrante/Robotti”. A replicare è stato l’assessore alle Infrastrutture: “Non mi stupisco di chi contesta, mi stupisco se chi protesta faceva parte della stessa amministrazione che ha fatto questa scelta. Noi potevamo anche rinunciare, ma la flotta ci sarebbe rimasta a carico e 110 milioni andavano tirati fuori dal bilancio comunale”.
A fare il punto sull’avanzamento dei lavori è stato Emanuele Scarlatti, responsabile del progetto per il Comune di Genova: “Le sottostazioni elettriche, le fermate che è possibile realizzare e tutte le opere residuali verranno completate entro il 30 ottobre. Potremmo essere già in grado di mettere in esercizio gli autobus, ma occorrono altri passi. Questo è il primo esercizio di un sistema flash charging in Italia. È in fase di redazione insieme al ministero dei Trasporti un manuale per il collaudo del sistema, dopodiché verranno emanate le linee guida alle quali dovremo ottemperare con Ansfisa. L’obiettivo è far passare il primo bus a gennaio 2027 ma non dipende solo da noi”.
Com’è noto, in Valbisagno circoleranno i bus elettrici Hess da 18 metri in grado di ricaricarsi ai capolinea e presso alcune fermate lungo il percorso (Staglieno e Brignole) senza necessità di cavi in strada e infrastrutture in rimessa. La linea sarà identificata con la lettera B e sarà articolata in due varianti sui percorsi Prato-Foce e Molassana-Brignole. La versione lunga, con transito in viale Brigate Partigiane, dovrebbe attestarsi in corso Marconi, dove è in fase di realizzazione il nuovo capolinea lungo il parco appena aperto, ma sarebbero allo studio possibili prolungamenti verso levante. Confermato, nonostante le proteste di alcuni residenti, l’addio al collegamento diretto con Caricamento, così come non tornerà quello per De Ferrari.
Corsie gialle blindate ma c’è una novità: “Stiamo ragionando di eliminare la Ztl”
Nessuna marcia indietro sulle nuove corsie gialle, con una necessaria premessa: “Finché ci sarà l’interferenza con lo scolmatore – ha chiarito Ferrante – non verrà applicato quello che prevede il progetto”. Detto questo, però, la direzione è chiara: “L’amministrazione precedente ha ottenuto un finanziamento non solo per avere mezzi nuovi ed ecologici, ma anche per aumentare la velocità di esercizio e ottenere corridoi di qualità, e noi siamo convinti che sia stata la scelta giusta. Siamo disponibili a ragionare di migliorie, se saranno applicabili, ma le modifiche devono essere migliorative o almeno non peggiorative”. “Il progetto nasce per avere tempi certi tra Prato e il centro, se si pensa di mantenere tutto nelle condizioni attuali è impossibile riuscirci – ha rimarcato Scarlatti -. Lo scopo finale del finanziamento è eliminare una parte dei mezzi privati in Valbisagno e noi dobbiamo realizzarlo”.
Dunque, come da progetto definitivo, si faranno le corsie riservate in via Piacenza e via Molassana, quella a salire in via Bobbio e il doppio senso in via Emilia. Nessun intervento, invece, tra il Giro del Fullo e Prato, come ottenuto ufficialmente già dalla giunta di centrodestra. E la Ztl all’altezza di via Pezzali? “Su questo è in corso un dialogo tra la parte tecnica e politica, stiamo ragionando sulla possibilità di eliminarla per rendere più agevole la vita di tutti”, ha riferito Scarlatti. Ulteriori analisi trasportistiche, ha aggiunto l’architetto Agostino Macor del Comune, sono in corso per il passaggio dei flussi in sponda sinistra su ponte Feritore.
Le nuove corsie gialle, la cui efficacia viene messa in dubbio dai comitati pro trasporto pubblico, saranno “protette dalle telecamere“, mentre in una seconda fase (ma non è ancora chiaro quando) saranno attivati i semafori preferenziali per dare priorità al transito dei bus. Restano però le preoccupazioni per l’impatto sul traffico privato e, di riflesso, sulle attività commerciali. “La Valbisagno vive di commercio, oltre che di artigianato e industria – ha sottolineato l’ex presidente Maurizio Uremassi -. Come verranno salvaguardate le attività? La Valbisagno è sempre più isolata, invece di avere uno sviluppo economico importante”.
Il punto sulle rimesse: Guglielmetti, Gavette e Staglieno
Oltre ai bus elettrici degli assi di forza, in Valbisagno ci sono anche le rimesse che dovranno accoglierli. “È stata completata la prima fase della Guglielmetti, indispensabile per dar seguito al rifacimento totale delle Gavette – ha spiegato Scarlatti -. Con questo passo, a giugno scorso abbiamo potuto dare il via alla seconda fase della nuova rimessa Gavette, con previsione di completamento a febbraio 2028. Solo dopo questa data inizieranno i lavori per la struttura di via Bobbio”.
Anche su questo capitolo rimangono diversi malumori. “Avevamo ottenuto dalla sindaca l’impegno per una variante al parcheggio di Staglieno per evitare l’uso della copertura – ha ricordato Raffaella Capponi del comitato di via Vecchia -. Gli abitanti sono stati espropriati e le case sono vuote, ora quella zona è un disastro, c’è un degrado inimmaginabile”. Il park di interscambio andrà realizzato per rispettare i patti col ministero, hanno chiarito i tecnici, ma Ferrante ha aperto alla possibilità di una variante: “Quei finanziamenti scadono nel 2029, c’è tutto il tempo per ragionare: ciò che il ministero vuole è che torni il saldo dei parcheggi”. Lamentele anche dai residenti adiacenti alla rimessa Guglielmetti, alle prese con inquinamento e rumore, ma il progetto va ancora completato con un filare di alberi ad alto fusto che dovrebbe mitigarne l’impatto.