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Ascoli Piceno, cancellata la "Pastasciutta antifascista": la decisione dei frati

  • Postato il 13 luglio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 2 min di lettura
In sintesi

Ad Ascoli Piceno la parrocchia locale ha revocato l'autorizzazione per la "Pastasciutta antifascista", evento commemorativo organizzato da associazioni locali e dall'Anpi per ricordare il gesto storico dei fratelli Cervi del 1943. Gli organizzatori denunciano la decisione come censura verso una manifestazione di memoria storica dedicata alla Liberazione italiana, mentre la chiesa sostiene che l'evento risulterebbe divisivo per la comunità.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Ascoli Piceno, cancellata la "Pastasciutta antifascista": la decisione dei frati
Ascoli Piceno, cancellata la "Pastasciutta antifascista": la decisione dei frati

Cancellata la "Pastasciutta antifascista", l'evento organizzato da diverse associazioni, tra cui "L'assalto ai forni", insieme all'Anpi locale ad Ascoli Piceno. La festa, che si sarebbe dovuta tenere il 26 luglio per il secondo anno, aveva come obiettivo il ricordo dei fratelli Cervi, che il 25 luglio 1943 offrirono un piatto di pasta a tutto il paese di Campegine per celebrare la caduta del fascismo e la destituzione di Mussolini. Per l'occasione, gli organizzatori avevano pensato a un menù a 10 euro per gli adulti e a 5 per i bambini. A mettere un freno è stata la parrocchia locale, che poco prima dell'evento ha revocato la concessione degli spazi per la manifestazione, definendola "divisiva". 

"La 'Pastasciutta antifascista' è una festa popolare nata per onorare la memoria, rievoca il gesto storico della famiglia Cervi. L'Anpi si appella alla comunità cristiana, ricordando il sacrificio di tanti sacerdoti e laici che persero la vita nella lotta di Liberazione, e ribadisce che non arretrerà di un passo nella difesa dei principi di uguaglianza, libertà e giustizia sociale - ha fatto sapere l'Anpi -. Nel 2026, considerare divisiva la radice stessa della nostra democrazia dimostra solo l'incapacità di riconoscere da dove nascano la nostra libertà e dignità nazionale. Su questo non sono ammesse ambiguità".

 

 

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I frati che avevano concesso una parte del convento per la celebrazione dell'evento avrebbero ricevuto pressioni da parte di alcuni parrocchiani secondo cui l'appuntamento in questione spaccherebbe in due la comunità. Di lì la decisione, pare a contratto già firmato, di revocare gli spazi.

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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