Aryna Sabalenka non deve cedere alle provocazioni disturbanti, se non vuole perdere Us Open, numero 1 e ribadire una evidenza scomoda
- Postato il 1 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Prima dell’avvento dei social media, la relazione con la classe giornalistica non si è rivelata affatto pacifica. Nell’universo-mondo tennis i contrasti tra sportive e sportivi con la categoria ha costituito una materia a sé, spesso arricchita da tensioni, episodi che – dalla F1 al calcio – si sono sommati divenendo letteratura sportiva. Nel tennis si sono accumulati pochi casi ma significativi, che la comunicazione sulle piattaforme digitali ha modificato, alternato quasi ridimensionando il peso del rituale stesso delle conferenze stampa in cui le domande sono sempre state pregnanti o comunque rilevanti nel quadro di simili eventi. Aryna Sabalenka ha avuto da ridire proprio con un giornalista, agli US Open 2026. Non sta attraversando una fase indolore, sul fronte della carriera e lo scontro lo suggerisce. La sua iperbole ne sarebbe la dimostrazione. Dopo aver battuto la colombiana Camila Osorio nel primo turno dello Slam americano, che impone una cambiale decisiva alla tennista bielorussa ha avuto una discussione con un cronista accreditato presente in conferenza che forse, in un altro momento, non avrebbe alimentato.
- Sabalenka e lo scontro con il giornalista
- Perché simili quesiti non sono posti ai colleghi uomini?
- Esordio ok per Aryna che difende numero 1 del ranking
Sabalenka e lo scontro con il giornalista
L’accaduto, in sé, non è imprescindibile. Il giornalista in questione ha domandato a Sabalenka come facesse a conciliare allenamenti e concentrazione con gli impegni extra campo con sponsor e aziende a cui ha partecipato, anche poco prima del suo esordio a New York. Una considerazione più che una domanda che torna con una certa frequenza, nel tennis moderno. la questione, o il tema (nulla cambia), verte più che sul tempismo o l’ambito nel merito del metodo con cui certi quesiti, determinate allusioni vengano rivolte quasi sempre se non sempre a tenniste. Quel retaggio che si riflette nel gender gap dei montepremi e in ogni dinamica nota, investe anche il resto ovvero gli sponsor.
Perché simili quesiti non sono posti ai colleghi uomini?
Un tema anche delicato, per via delle implicazioni e degli accordi commerciali in essere tra la numero 1 del ranking WTA e i brand dei quali è testimonial, a vario titolo e che potrebbe riguardare anche colleghi uomini come Jannik Sinner o lo stesso Carlos Alcaraz. Ma queste domande, a loro come ad altri colleghi uomini, non sono rivolte.
“Qual è la domanda qui?”, ha ribattuto Aryna infastidita. “Sono soltanto curioso, la settimana scorsa avevi così tante cose in corso a cui pensare. Ora devi solo concentrarti sul tennis e c’è un po’ di pressione”, “perché pensi che la settimana scorsa non fossi concentrata sul tennis?”, ha risposto stizzita Sabalenka. “Oh, penso che lo fossi. Penso solo che fossi impegnata con un sacco di eventi”, ha replicato il giornalista.
“È come se fosse un mio hobby fuori dal tennis. L’intero programma che pianifichiamo ruota tutto intorno al tennis. Quindi tutti quegli eventi non mi stanno distraendo in alcun modo”, ha sentenziato Sabalenka, chiudendo il discorso e appellandosi alla professionalità propria e del suo staff. Un discorso che non viene neanche sollevato quando si tratta di colleghi uomini che, pure, vantano contratti e impegni pressoché identici.
Esordio ok per Aryna che difende numero 1 del ranking
Posto che l’esordio per Sabalenka si è rivelato all’altezza delle aspettative, liquidando l’avversaria in due set senza particolari inconvenienti la versione che Aryna ci sta dando della tennista che abbiamo imparato a conoscere non è la migliore in assoluto. Eppure siamo consapevole che la continuità è un lusso riservato a pochissimi e pochissime, in quest’era del tennis.
Sabalenka non è al top, come non lo era quando visse la fase meno esaltante della sua carriera tennistica. Ma vuole avere una chance utile a rimanere ancora in testa alla classifica WTA e al ranking costringendosi sì a eventi, feste e presentazioni ma con un unico focus: vincere ancora una volta gli US Open 2026, per la terza volta lei che nelle ultime tre edizioni dello Slam ha perso una partita soltanto, la finale del 2023 contro la statunitense Coco Gauff.
Il cambio punti è una garanzia, non va negato. Se deve garantire quel posto in cima alla classifica, non può commettere errori qui a New York per via dei punti accumulati lo scorso anno e gli altri persi fino ad ora consentendo a Elena Rybakina di arrivare a minacciarla. Ogni domanda, anche la più ovvia come quella avanzata in conferenza diventa con simili presupposti una miccia. Aryna non può permettersi di accenderla, non prima di due settimane.