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Arenzano, il ds Peluffo sulla scelta di Boisfer: “Aveva tanta voglia di rientrare, è un professionista”

  • Postato il 17 settembre 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Arenzano, il ds Peluffo sulla scelta di Boisfer: “Aveva tanta voglia di rientrare, è un professionista”

Non sono stati giorni semplici in casa Arenzano. Nella settimana che portava all’inizio del campionato, il club è stato costretto ad andare alla ricerca di un nuovo allenatore dopo la risoluzione del rapporto con Grandoni, partito alla volta di Malta per una nuova avventura nella Serie A maltese. Una situazione da risolvere in tempi rapidi, con il direttore sportivo Luca Peluffo impegnato in una serie di incontri per individuare il profilo giusto e definire il prima possibile la nuova guida tecnica. Dopo la partita contro il Pietra Ligure è arrivata la scelta definitiva: è Rodrigue Boisfer, ex allenatore del Vado, a sedersi sulla panchina dell’Arenzano. Con il ds arenzanese, a mente decisamente più fredda, un punto della situazione.

Direttore, è finito un periodo particolarmente movimentato per l’Arenzano

È stata una settimana molto complicata, dai nervi abbastanza tesi. La notizia dell’abbandono di mister Grandoni, proprio all’inizio di questa nuova avventura, ci ha colto tutti di sorpresa, me in primis, perché non me l’aspettavo. È stata una decisione improvvisa anche da parte sua, presa nell’arco di poche ore, e mi ha trovato impreparato, come è giusto che sia. Avevamo iniziato il percorso il 29 luglio e non ci si aspettava che il mister se ne andasse un mese dopo. Non è stato facile. Sono usciti tantissimi nomi. Tantissime persone mi hanno chiamato e si sono proposte, tanti allenatori li ho contattati io e qualcuno l’ho anche incontrato per conoscerlo meglio. Spero di aver fatto la scelta migliore per la squadra, per la società e anche per me, perché l’obiettivo è crescere anche personalmente.

Dal comunicato della società si è percepita comunque una professionalità nel salutare Grandoni

Tanti mi hanno detto che siamo stati molto gentili nel ringraziarlo e io mi accodo a quello che ha detto la società. Secondo me è giusto agevolare la carriera di un professionista che fa di questo il suo mestiere. Non è giusto tarpare le ali a una persona che ha ambizione e va ringraziata per quello che ha dato, anche se è stato per un breve periodo ad Arenzano. Io vengo dal mondo dei professionisti e ho cercato di portare un altro professionista, come Boisfer, all’interno del gruppo squadra. Aggiungeremo anche un collaboratore tecnico che era con me a Genova. Cerco di strutturare la società in modo che si possa fare Eccellenza con una mentalità professionistica, cosa che non è così scontata dappertutto. Per questo era doveroso salutare Grandoni nella maniera giusta.

Com’è nata la scelta di Boisfer?

La decisione è stata condivisa dalla società, che però mi ha lasciato carta bianca nel sentire e incontrare tutti i tecnici che ritenevo opportuni. Boisfer è stato in ballottaggio fino all’ultimo con Girgenti, come è emerso nelle ultime ore. Mi ha convinto perché, oltre a essere un profilo che avevamo già sondato e che era condiviso da gran parte del direttivo dell’Arenzano, dal presidente ai dirigenti, è un allenatore che aveva tantissima voglia di rientrare. Per me l’entusiasmo è fondamentale, così come la capacità di calarsi immediatamente nella parte. Non aveva particolari pretese a livello di squadra e ha dimostrato subito di sapersi adattare. Questo è stato uno degli aspetti che mi ha fatto propendere per lui. Poi ci sono i moduli che può utilizzare e che si adattano molto bene alla nostra squadra, alcuni giocatori che già conosceva e il fatto che avesse già lavorato con i giovani. Sono tutti elementi che hanno pesato nella scelta. Inoltre è un professionista che ha fatto calcio ad alti livelli e penso che possa darci qualcosa sulla linea di Grandoni, rappresentando una continuità rispetto al percorso che avevamo iniziato. Era la prima volta che ci incontravamo. Abbiamo parlato per circa un’ora e mezza, come ho fatto anche con altri allenatori. Ho voluto capire soprattutto l’aspetto umano più che quello tecnico. Mi piace conoscere le persone a 360 gradi: capire anche come vivono, come intendono impostare la settimana, come gestiscono le risorse umane. Questo è quello che ho cercato di capire nei primi minuti del colloquio con Boisfer. Mi ha colpito e spero di non aver sbagliato.

Qual è stata la reazione della squadra? A Pietra si è vista comunque una squadra compatta, come l’ha definita proprio mister Boisfer 

Abbiamo affrontato un avversario che sapevamo essere molto forte e con ambizioni di classifica diverse dalle nostre. Ci ha dato filo da torcere fin da subito. Oltre all’avversario c’era anche un grande caldo, quindi le condizioni non erano ottimali. La squadra è un gruppo unito e ha dovuto assorbire un contraccolpo non facile. Martedì ha ricevuto la comunicazione della decisione del mister, ma da mercoledì sono intervenuto nello spogliatoio e ci ho messo la faccia, perché era doveroso nei confronti dei ragazzi. Ho chiesto loro di fidarsi di me e da quel momento sono ripartiti con tranquillità. Venerdì abbiamo fatto un allenamento intenso e ho visto un gruppo contento di allenarsi e desideroso di provare a fare risultato. Abbiamo preso due gol su calcio piazzato contro una squadra molto forte. Voglio comunque ringraziare il Pietra perché si è comportato in maniera ottimale con noi. Conosco i dirigenti e lo staff tecnico e faccio loro un grande in bocca al lupo per il campionato.

Autore
Il Vostro Giornale

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