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Arbitra 16enne fischia un rigore, i familiari aggrediti con pugni in tribuna: follia a Torino. Le giocatrici: “Papà, smettila che mi stai facendo vergognare”.

  • Postato il 30 aprile 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Arbitra 16enne fischia un rigore, i familiari aggrediti con pugni in tribuna: follia a Torino. Le giocatrici: “Papà, smettila che mi stai facendo vergognare”.

La mamma di un’arbitra insultata e spintonata, il padre colpito da un pugno e anche il fratellino dodicenne. È l’ultima follia accaduta in un match giovanile di calcio femminile. Il match in questione è VenariaTorino, finito a pugni dopo il fischio di un calcio di rigore da parte dell’arbitra 16enne. Questa volta l’aggressione non è avvenuta nei confronti della direttrice di gara – come tanti episodi negli ultimi mesi – ma nei confronti della famiglia in tribuna. A riportarlo è l’edizione locale de La Repubblica.

Minuti finali del match tra Venaria e Torino, under 17 femminile. Ad arbitrare c’è una ragazzina di 16 anni, con i genitori e il fratello in tribuna a sostenerla. La giovane arbitra fischia un calcio di rigore nei minuti finali in favore del Torino e lì succede l’inimmaginabile. Protagonisti una decina di ‘tifosi‘, in gran parte genitori delle calciatrici dell’Under 17 femminile. Avrebbero iniziato a insultare l’arbitra dopo che ha fischiato un rigore per il Toro. Il tiro dal dischetto è poi stato realizzato, consentendo alla squadra granata di vincere 4-3. Quindi i supporter del Venaria avrebbero tentato di scavalcare le reti per entrare in campo, con le loro figlie che cercavano di calmarli: “Papà, smettila che mi stai facendo vergognare“.

Successivamente i genitori hanno capito che tra loro c’erano i familiari dell’arbitra: la mamma sarebbe stata insultata e spintonata e il padre, intervenuto per difendere moglie e figlio, colpito con un pugno, tanto da sanguinare dal labbro inferiore. Fuggiti negli spogliatoi, hanno chiamato i carabinieri, anche perché i dirigenti del Venaria non lo avrebbero fatto nonostante le richieste dell’arbitra e dei suoi familiari. A ricostruire tutto è stato il giudice sportivo Armando Francia, che ha inflitto un’ammenda di 400 euro al Venaria: in questi casi risponde la società per il comportamento di persone non tesserate.

“L’accaduto – scrive il giudice sportivo – ha inevitabilmente determinato uno stato di paura, tensione e frustrazione per la direttrice di gara che, all’interno dell’impianto sportivo del Venaria, ha vissuto momenti di panico per la propria incolumità e per quella dei suoi familiari. La sanzione viene contenuta per il tentativo delle giocatrici della squadra del Venaria di contenere i tifosi che, come sovente accade, sono anche i genitori delle stesse”.

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Il Fatto Quotidiano

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