Anziana di Novara raggirata per oltre 155 mila euro: divieto di avvicinamento per una coppia di malviventi
- Postato il 5 maggio 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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NOVARA – È partita da una segnalazione sospetta in banca l’indagine della Polizia di Stato che ha portato a misure cautelari nei confronti di una coppia accusata di aver approfittato della fragilità di un’anziana a Novara.
Il sospetto in filiale
La vicenda risale al 12 febbraio, quando gli agenti sono intervenuti in una filiale Intesa Sanpaolo dopo la richiesta, da parte di una cliente ultranovantenne, di svincolare 30mila euro da una polizza vita. Con lei c’erano due persone che si erano presentate come nipoti.
I primi accertamenti hanno però chiarito che non esisteva alcun legame di parentela. L’operazione è stata immediatamente bloccata e, già in questa fase, gli agenti hanno rilevato un grave decadimento cognitivo della donna, incapace di comprendere la propria situazione patrimoniale. I due accompagnatori sono stati quindi denunciati per circonvenzione di incapace.
Le indagini e i movimenti di denaro
Gli approfondimenti della Squadra mobile hanno poi ricostruito un quadro più ampio. Secondo quanto emerso, la coppia avrebbe progressivamente conquistato la fiducia dell’anziana, isolandola anche dal contesto familiare e gestendo di fatto le sue finanze.
Dal novembre 2023 si sarebbero impossessati della sua carta bancomat, effettuando:
- prelievi per oltre 111mila euro
- pagamenti per circa 42mila euro
a cui si aggiungono disinvestimenti da polizze assicurative per circa 150mila euro e bonifici destinati a spese personali, tra cui l’acquisto di un’auto.
Nel complesso, il profitto illecito stimato supera i 155mila euro.
Sequestri e misure cautelari
Alla luce degli elementi raccolti, il 9 aprile il gip del Tribunale di Novara ha disposto il sequestro preventivo di beni e somme fino a circa 154mila euro, compresa l’autovettura acquistata dalla coppia.
Il 15 aprile gli agenti hanno eseguito perquisizioni domiciliari, durante le quali sono stati trovati gioielli – che gli indagati hanno dichiarato essere regali – e documenti personali della vittima, tra cui atti notarili e certificazioni mediche.
Infine, il 28 aprile è stata eseguita la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’anziana, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
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