Antonio Mazzotta alla guida dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini
- Postato il 20 settembre 2026
- Storia Arte Cultura
- Di Paese Italia Press
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
di Annalisa Crupi
VENEZIA – L’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini apre una nuova fase della propria storia affidando la direzione ad Antonio Mazzotta, professore associato dell’Università degli Studi di Milano e studioso di arte rinascimentale. La nomina è operativa dal 1° settembre 2026 e si inserisce nel processo di evoluzione dell’Istituto avviato dalla Fondazione Cini, con una diversa articolazione delle responsabilità: Luca Massimo Barbero assume infatti la presidenza, mentre Mazzotta prende la guida della direzione scientifica e operativa.
È un passaggio che riguarda uno dei luoghi più importanti per lo studio dell’arte italiana ed europea. Nato nel 1954 per iniziativa di Giuseppe Fiocco, l’Istituto ha costruito nel corso dei decenni un patrimonio scientifico di particolare rilievo, attraverso la biblioteca, la fototeca, le collezioni d’arte, gli archivi e le attività di ricerca e pubblicazione. Il suo campo di interesse, con una particolare attenzione alla storia dell’arte veneta, si è progressivamente ampliato attraverso confronti e collaborazioni nazionali e internazionali.
In questo contesto si colloca il percorso di Mazzotta, nato a Milano nel 1983 e formatosi tra l’Università degli Studi di Milano e il Courtauld Institute of Art di Londra. La sua attività scientifica è prevalentemente rivolta all’arte moderna, con una particolare attenzione al Rinascimento e alla cultura artistica veneziana. L’attività accademica si accompagna a quella di ricerca e curatela, in un percorso che ha intrecciato lo studio delle opere, la valorizzazione del patrimonio e il rapporto con importanti istituzioni culturali.
Il rapporto con Venezia costituisce un altro elemento significativo del nuovo incarico. Mazzotta ha infatti sviluppato negli anni una relazione scientifica con la città e con il suo patrimonio artistico, mentre la nuova funzione alla Cini gli consentirà una presenza continuativa sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Proprio questa permanenza a Venezia è indicata dalla Fondazione come uno degli elementi attraverso i quali sviluppare nuove iniziative di ricerca, approfondimento e collaborazione con gli altri Istituti della Cini.
La sfida riguarda anche il modo in cui oggi si trasmette la conoscenza storico-artistica. L’Istituto non è soltanto un luogo di conservazione. La sua attività comprende convegni, incontri di studio, pubblicazioni scientifiche, mostre e progetti di valorizzazione del patrimonio. Custodisce inoltre una delle più importanti biblioteche specialistiche del settore e una fototeca con un consistente patrimonio storico-documentario. Dal 2012 ospita anche il Centro Studi del Vetro, dedicato alla storia del vetro veneziano e muranese.
Particolarmente significativa è la presenza di due riviste scientifiche di Classe A riconosciute dall’ANVUR: Arte Veneta, fondata nel 1947, e Saggi e Memorie di Storia dell’Arte, nata nel 1957. Sono strumenti che testimoniano la continuità della ricerca promossa dall’Istituto e il suo ruolo nel dibattito scientifico sulla storia dell’arte italiana ed europea.
La nuova direzione sembra voler partire proprio da questa eredità per ampliare ulteriormente il rapporto tra ricerca, formazione e divulgazione. «Vorrei un Istituto di Storia dell’Arte aperto, vitale, internazionale», ha dichiarato Mazzotta, indicando tra le priorità un luogo nel quale il patrimonio possa continuare a generare nuove idee e nel quale anche le giovani generazioni possano trovare spazio.
È una prospettiva che attribuisce alla storia dell’arte una funzione dinamica: non soltanto lo studio del passato, ma un modo per interrogare il presente attraverso le opere, gli archivi, i documenti e le diverse forme della cultura visiva.
La nuova configurazione dell’Istituto affida dunque a due figure ruoli distinti e complementari. Mazzotta assume la direzione con l’obiettivo di rafforzare ricerca e progettualità; Barbero, che ha guidato l’Istituto, passa alla presidenza, mantenendo un ruolo nella definizione delle nuove prospettive scientifiche e delle relazioni culturali. La Fondazione Cini ha presentato questo assetto nel segno della continuità e, nello stesso tempo, dello sviluppo di nuove iniziative.
Dall’Isola di San Giorgio Maggiore, nel cuore di Venezia, l’Istituto di Storia dell’Arte si prepara così a confrontarsi con una stagione nella quale la solidità dei propri archivi e delle proprie collezioni dovrà dialogare sempre più con la ricerca contemporanea, la formazione e le reti internazionali. Una continuità che passa anche attraverso nuove generazioni di studiosi e attraverso una diversa capacità di rendere il patrimonio un luogo di ricerca ancora vivo.
È questa, in fondo, la direzione indicata da Mazzotta: mantenere Venezia come centro dello studio, senza trasformarla in un confine. Un Istituto profondamente radicato nella propria storia e, nello stesso tempo, proiettato verso ciò che la storia dell’arte può ancora diventare.
Copertina: Antonio Mazzotta ( fonte Fondazione Giorgio Cini )
@Riproduzione riservata
L'articolo Antonio Mazzotta alla guida dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini proviene da Paese Italia Press.