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Antonelli, festa a San Marino con i ragazzi delle scuole: "Sogno di diventare uno dei più grandi"

  • Postato il 19 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Antonelli, festa a San Marino con i ragazzi delle scuole: "Sogno di diventare uno dei più grandi"

L’aria del Titano giura che gli ha sempre fatto bene. “Quando passo da queste parti mi sento come a casa”. E sarà forse per questo che Kimi Antonelli, ogni volta che può, un salto a San Marino se lo concede volentieri. Spesso per allenarsi al Multieventi, la struttura dove è presente una piscina olimpionica e ogni attrezzo può essere utile per la preparazione di un pilota di Formula Uno. Stavolta per partecipare a SportInFiera, la rassegna che ogni anno valorizza le tante discipline sportive (specialmente olimpiche) presenti all’interno dell’enclave sammarinese. Un bagno di folla annunciato, vissuto sempre con il sorriso sulle labbra e quella spensieratezza che accompagna quotidianamente il leader del mondiale.

Il sogno “nascosto” e l’emozione vissuta a Monza

Il sogno di tantissimi bambini che hanno preso posto sotto al palco allestito per l’evento era quello di scattarsi un selfie con Kimi. Il quale, dal canto suo, ha ribadito di cullare da sempre un altro sogno. “Vincere il mondiale è qualcosa a cui penso sin da bambino, anche se poi la vera ambizione sarebbe quella di diventare uno dei piloti più grandi di tutti i tempi.

Sogno realistico, per quel che ha raccontato la stagione corrente, che dopo i due week-end di Monza e Madrid gli hanno consentito di spiccare definitivamente il volo. “Credo che la vittoria ottenuta a Monza sia stata la più emozionante di tutto l’anno, con quel podio che è stato qualcosa di veramente incredibile e impossibile anche solo da immaginare prima della gara. ù

Aver vinto una gara partendo penultimo, peraltro proprio quella di casa, ha rappresentato un momento indimenticabile. Ora però la testa è già rivolta a quel che dovrò fare a Baku, una pista bella ma allo stesso tempo molto tosta, ma dove crediamo di avere il pacchetto per poter fare bene”.

“Come lo sport ha cambiato la mia vita”

La folla che ha accolto Antonelli è la stessa che ogni domenica segue le sue gare alla TV, e che nella quasi totalità non era neppure nata quando 73 anni fa Alberto Ascari divenne l’ultimo italiano a conquistare un titolo mondiale. Per qualche momento, però, il lato agonistico resta in disparte. Si parla anche di vita vissuta e di come lo sport abbia cambiato l’esistenza di un ragazzo come tanti, pronto ad andare incontro a suoi desideri.

“Se sono diventato la persona che sono oggi è grazie allo sport, e quando lo fai ad alto livello impari i principi della vita in modo ancora più rapido. Ci vuole sempre rispetto, per se stessi e per gli altri, in pista come nella vita”. Mentre parla, i bambini lo ascoltano a occhi spalancati. Poi si scatenano per un selfie o un autografo, e lui addirittura torna da loro dopo la pausa di metà giornata, perché si vede quanto ci tiene a concedersi anche solo per qualche istante per quei giovanissimi che lo hanno atteso con pazienza e trepidazione. Una forma di rispetto che non si trova a buon mercato.

Kimi e quel rapporto con la “benedetta pressione”

Antonelli a San Marino è di casa, e non è un caso che quando può ci torna ben volentieri, staccando un po’ la spina dai pensieri di tutti i giorni.Qui mi trovo bene, apprezzo tantissimo sia la gente che il luogo. Poi è chiaro, ogni tanto devo ricordarmi che ho 20 anni, e che quindi c’è bisogno anche di avere qualche svago e un po’ di divertimento. Nei fine settimana di gare devo dare sempre il massimo, però ogni tanto la spina bisogna staccarla”.

Non manca una previsione… mondiale: “Vediamo come andranno le prossime gare, ma io cercherò sempre di portare la mia mentalità, perché è quella che può e deve fare la differenza. So che la gente si aspettava moltissimo da me, perché in fondo sapevamo che la power unit Mercedes sarebbe stata competitiva, ma io cerco solo di restare focalizzato sul presente e fare il meglio che posso”.

Forse la chiave di tutto sta nell’ultima risposta: “Come convivo con la pressione? A me piace essere sotto pressione, cerco sempre di vederla più come una cosa positiva che non come un peso. Brillare quando sei sotto pressione è più bello, e infatti a Monza, partendo dal fondo dello schieramento, ho avvertito minore pressione ed è stato strano”. Figurarsi per i rivali, che se lo sono visto passare davanti…

Autore
Virgilio.it

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