Animalisti savonesi: “Per la fauna selvatica è vera emergenza siccità”
- Postato il 9 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Il Partito Animalista Italiano (PAI) e l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) lanciano un appello urgente per l’emergenza idrica che sta mettendo a rischio la sopravvivenza della fauna selvatica. “La situazione è ormai sotto gli occhi di tutti: dopo settimane di caldo e siccità, numerosi corsi d’acqua sono ridotti a pietraie assolate, mentre pozze e piccoli bacini naturali si prosciugano progressivamente” affermano.
“A questa emergenza si aggiunge quella degli incendi estivi che, nonostante l’opera fondamentale di vigili del fuoco, personale forestale e volontari, continuano a devastare boschi e campagne. Le fiamme distruggono habitat, vegetazione e fonti di alimentazione, causando la morte di un numero incalcolabile di animali e costringendo quelli che riescono a sopravvivere a spostarsi alla ricerca di acqua e cibo”.
Per questo PAI e OSA invitano tutti coloro che ne abbiano la possibilità a mettere a disposizione piccoli punti d’acqua per la fauna selvatica. Non servono strutture complesse. “Può essere sufficiente una ciotola, un sottovaso o una piccola vaschetta. È importante predisporre al centro un punto di appoggio, come una pietra, e, dove possibile, qualche elemento galleggiante, ad esempio un piccolo pezzo di legno, affinché gli animali possano raggiungere l’acqua e allontanarsi facilmente, riducendo il rischio di annegamento. L’acqua dovrebbe essere cambiata almeno ogni due giorni, effettuando una rapida pulizia del contenitore. Chi ha maggiore possibilità e adeguate condizioni di sicurezza può inoltre contribuire portando acqua nelle aree boschive e creando o rifornendo piccoli punti d’abbeverata destinati alla fauna selvatica, sempre prestando attenzione a non creare situazioni di pericolo o di dipendenza artificiale” aggiungono le associazioni animaliste.
“È proprio davanti a un’emergenza di questa portata che diventa difficile comprendere il silenzio delle istituzioni regionali. Mentre gli animali cercano disperatamente acqua e riparo, la programmazione venatoria continua a essere impostata secondo una logica che sembra non tenere sufficientemente conto delle condizioni ecologiche straordinarie. Il calendario venatorio non può essere considerato un atto scollegato dallo stato di salute del territorio ed prire la caccia la terza domenica di settembre”.
PAI e OSA ritengono pertanto necessario che “la Regione Liguria posticipi l’apertura della caccia ed avvii una programmazione seria della risorsa idrica, la realizzazione e la manutenzione di invasi e bacini ed aiuti l’agricoltura e la prevenzione degli incendi. Subito” concludono.