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Andrea Vincenzi muore a 12 anni dopo le dimissioni dall’ospedale di Chivasso, arriva la svolta: a ucciderlo non è stato un errore medico

  • Postato il 20 luglio 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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  • 3 min di lettura
In sintesi

La morte del giovane Andrea Vincenzi, deceduto a 12 anni poco dopo le dimissioni dal nosocomio di Chivasso, non sarebbe riconducibile a negligenze sanitarie. Secondo le ultime sviluppi investigativi, le cause del decesso sarebbero di natura diversa rispetto alle iniziali ipotesi di errore medico. La vicenda, che aveva suscitato particolare attenzione in Piemonte, vede ora una nuova configurazione dei fatti emersa dalle verifiche condotte dalle autorità competenti.

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Andrea Vincenzi muore a 12 anni dopo le dimissioni dall’ospedale di Chivasso, arriva la svolta: a ucciderlo non è stato un errore medico

IVREA – Impossibile dimenticare Andrea Vincenzi, l’esordiente calciatore dell’Usd Gassino è morto all’ospedale Regina Margherita di Torinoa soli 12 anni, dopo tre accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso e dopo essere stato sempre dimesso.

La procura di Ivrea aveva aperto un fascicolo e acquisito le cartelle cliniche del giovane; l’inchiesta per accertare eventuali criticità nel percorso di cura del bambino, deceduto per quello che sembrava un caso di malasanità e per il quale due pediatre dell’ospedale di Chivasso risultano indagate per omicidio colposo.

Ora la svolta.

La svolta nel caso della morte di Andrea Vincenzi

Il decesso di Andrea non sarebbe stato causato da un errore medico, bensì da una patologia genetica killer, rarissima e imprevedibile. È la svolta decisiva nell’inchiesta della procura di Ivrea, sancita dai risultati dell’incidente probatorio e riportata dalle pagine locali della Stampa.

Secondo la perizia depositata dagli esperti Monica D’Amato e Vincenzo Tipo, il decesso del bambino è da ascrivere a una “insufficienza acuta di cuore in versamento pleurico per sanguinamento in soggetto affetto dalla variante vascolare della sindrome di Ehlers-Danlos“. Malattia che nella forma vascolare può portare, appunto, una elevata fragilità di vasi sanguigni e organi interni, con rischi di rottura.

La pertosse viene definita dai periti un semplice “fattore favorente dell’evento terminale”. I forti colpi di tosse provocati dall’infezione avrebbero purtroppo causato la rottura di vasi aortici, fatale a causa dell’estrema fragilità di organi e arterie tipica della sindrome di cui Andrea soffriva senza saperlo.

Pediatre verso l’archiviazione

La posizione delle due pediatre dell’ospedale di Chivasso, inizialmente iscritte nel registro degli indagati per omicidio colposo dal pubblico ministero Maria Baldari, è ora destinata a cambiare radicalmente verso una richiesta di archiviazione. Dalla perizia emerge infatti che:

  • nella condotta dei medici “non sono ravvisabili profili di colpa professionale”
  • il decesso ha presentato caratteristiche di “eccezionale rapidità e ridotta prevedibilità clinica”
  • durante l’ultimo accesso a Chivasso, il versamento pleurico era di modesta entità e i parametri del bambino (saturazione e respirazione) erano normali
  • anche se il ricovero avrebbe permesso un monitoraggio più stretto, non vi è alcuna certezza che avrebbe potuto evitare il drammatico epilogo.

“Nel rispetto del profondo dolore della famiglia di Andrea, prendiamo atto che l’incidente probatorio ha dato un esito che ci sembra di poter definire ben preciso in relazione alla correttezza dei nostri assistiti”, ha commentato l’avvocato Enrico Calabrese, legale delle due dottoresse insieme al collega Gian Maria Nicastro, come riporta il quotidiano.

Nonostante le conclusioni dei periti di parte, la famiglia di Andrea – assistita dall’avvocato Federico Morbidelli (subentrato a Stefano Castrale) – ha già fatto sapere di non condividere l’ipotesi di archiviazione del caso, intenzionata a fare totale luce sulle ultime ore di vita del dodicenne.

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Autore
Quotidiano Piemontese

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