Andora, nuovo polo museale a Borgo Costello con la mostra di Vittorio Sgarbi: “Donne intraprendenti e sensuali”
- Postato il 10 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Il Castello dei Clavesana, di Borgo Castello, ad Andora, riaperto al pubblico come polo museale d’eccellenza e ospita una mostra di altissimo valore, con il ritorno ufficiale di Vittorio Sgarbi.
“Figure di donna. Tesori d’arte dalla Fondazione Cavallini Sgarbi”: è il titolo dell’esposizione artistica dedicata alla rappresentazione femminile nell’arte italiana, che riunisce per la prima volta una selezione tematica di trentacinque opere, tra dipinti e sculture, provenienti dalla prestigiosa collezione Cavallini Sgarbi, dichiarata di eccezionale interesse storico artistico e tutelata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali.
Il percorso attraversa oltre quattro secoli di storia dell’arte, dal Cinquecento all’inizio del Novecento, offrendo uno sguardo ampio e stratificato sulla figura della donna nell’immaginario figurativo occidentale.
Tra i capolavori in mostra figurano opere di Guido Cagnacci, Artemisia Gentileschi, Ignazio Stern e Orsola Maddalena Caccia, accanto a numerosi altri artisti che, con linguaggi e sensibilità differenti, hanno interpretato il tema del femminile declinandolo tra sacro e profano, mito e realtà, idealizzazione e introspezione psicologica.
La mostra è curata da Vittorio Sgarbi e Pietro di Natale (storico e critico d’arte, Direttore della Fondazione Ferrara Arte), con la supervisione di Elisabetta Sgarbi per la Fondazione Cavallini Sgarbi, in collaborazione con il Comune di Andora e con la Fondazione Borgo Castello.
Il catalogo della mostra, edito da La nave di Teseo, è dedicato a Stefano Bighi, componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Cavallini Sgarbi, ferrarese, compagno di scuola di Vittorio, recentemente scomparso, e a Rina Cavallini e Giuseppe Sgarbi, genitori di Vittorio ed Elisabetta.
“Con emozione e gratitudine affido il futuro di Borgo Castello a tutti coloro che amano l’arte. Ogni visitatore di questa mostra entra a far parte di questo percorso virtuoso: contribuisce a custodire e tramandare un patrimonio artistico italiano di alto valore, che appartiene alla nostra comunità e, insieme, alla storia del nostro Paese” afferma Mauro Demichelis, sindaco di Andora.
E lo stesso Pietro Di Natale aggiunge: “La mostra propone un appassionante viaggio attraverso alcune delle più affascinanti raffigurazioni femminili conservate nella collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi, offrendo l’occasione di esplorare la straordinaria varietà di significati assunti dalla figura della donna nell’arte italiana nel corso di oltre quattro secoli. Una selezione di trentasei opere, tra dipinti e sculture di straordinaria qualità, realizzate tra il Cinquecento e l’inizio del Novecento da artisti – e artiste, come Artemisia Gentileschi e Orsola Maddalena Caccia – differenti per provenienza geografica e formazione, dà vita a un percorso che conduce dall’universo delle idee alla dimensione storica e individuale, attraversando il mondo pagano e quello cristiano. L’esposizione offre così un’ampia e strutturata riflessione sul ruolo della donna nell’immaginario figurativo occidentale, rivelando come la sua immagine sia stata costantemente reinventata per incarnare, di volta in volta, idee, aspirazioni e sentimenti capaci di trascendere il tempo”.
Vittorio Sgarbi sottolinea: “Siano esse divinità, figure letterarie o del mito, sante, blasfeme o nobildonne, tutte queste donne hanno in comune l’intraprendenza e la sensualità, che ogni artista ha presentato a suo modo. I molti volti della bellezza che vedremo – visi idealizzati, tratti di vivo realismo, avvenenze sformate dal tempo o dal tormento, illuminate dalla grazia – non debbono richiamare la vertigine predatoria del catalogo di Leporello nel Don Giovanni di Mozart. Essi sono piuttosto figure, parvenze al pari delle apparizioni dantesche descritte da Erich Auerbach, capaci di “rappresentare e annunciare qualche altra cosa”, qualcosa in cui possiamo riconoscere noi stessi. È questo il fine, è questo il desiderio, che alimenta la ricerca della bellezza: arrivare a riconoscere quella bellezza dentro di sé”.
“La collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi, costituita nel 2008 per volontà della nostra famiglia e vincolata dal Ministero della Cultura, è nata per dare una forma alla vita, per la gioia di chi c’è ora e di chi verrà dopo” dichiara infine Elisabetta Sgarbi.
Il Paraxo, l’antico castello dei Clavesana, riapre proprio con questa mostra come polo museale di eccellenza grazie al progetto pilota di rigenerazione urbana, culturale e sociale “Ricordare il passato, per costruire il futuro”, ideato dal Comune di Andora e finanziato dal Ministero della Cultura con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La mostra è aperta al pubblico tutti i giorni previa prenotazione con visita guidata: inviando una richiesta all’indirizzo e-mail accoglienzaturistica@comunediandora.it o tramite WhatsApp al numero 392 993 5093 o prenotando direttamente presso lo sportello IAT di Andora, situato a Palazzo Tagliaferro, in Largo Milano, aperto tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 12.30. Visite senza prenotazione ogni venerdì e sabato dalle 18.00 alle 21.00.