America's Cup, Sirena lancia la versione "giovane" di Luna Rossa. "Consapevoli di aver lavorato bene. Ora divertiamoci"
- Postato il 22 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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La chiama “ossessione” perché rende meglio di “ambizione”. Che pure è alla base di quello di cui va in cerca Max Sirena, e più in generale tutta la grande famiglia di LunaRossa: ambire a portare la vecchia brocca in Italia, non solo perché stavolta si gareggerà nelle acque del Golfo di Napoli, ma per farla proprio restare nel bel Paese, pronti poi a rimetterla in palio quando sarà il momento di tornare in acqua. Un all in al quale il consorzio che fa capo a Patrizio Bertelli non può e non vuole prescindere: Luna Rossa a Napoli vuol mettere subito le cose in chiaro, anche se le regate in programma nel fine settimana saranno ben diverse da quelle che caratterizzeranno poi la lunga marcia verso l’America’s Cup del luglio 2027.
- La consapevolezza di aver lavorato bene
- Forti si, ma senza vantaggi: "Il fattore campo non esiste..."
- Per Napoli, un'occasione come nessuna prima
La consapevolezza di aver lavorato bene
Sirena crede ciecamente in questa nuova campagna. Crede nelle possibilità di Luna Rossa di garantirsi da subito una finestra con vista sul futuro, altrimenti non avrebbe scelto di inserire accanto al “santone” Peter Burling tre elementi giovani e di prospettiva (ma già ben ancorati come certezze nel presente) come Marco Gradoni, Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini. “Ci siamo preparati tanto per questa nuova sfida, ma trattandosi di sport nessuno sa con certezza cosa potrà riservare il futuro. L’importante è arrivare con la consapevolezza di aver svolto il lavoro nella giusta direzione, e credo che in questi ultimi mesi tutto il team abbiamo fatto quello che c’era da fare”.
La scelta di varare un equipaggio giovanissimo nelle Preliminary Regatta di Napoli ha però una sua ragione: a Cagliari le due imbarcazioni di Luna Rossa si sono mostrate superiori alla concorrenza (con la sola eccezione di Emirates Team New Zealand, ma la cosa non fa notizia) e nel golfo partenopeo l’obiettivo sarà quello di replicare, mostrando una volta di più la capacità di incidere con gli scafi AC40 previsti dal regolamento. Che pure, vale sempre la pena ricordarlo, non saranno quelli con i quali si gareggerà nel 2027.
Forti si, ma senza vantaggi: “Il fattore campo non esiste…”
È probabilmente questa la ragione che ha spinto Sirena e il team di Luna Rossa a mischiare le carte, lasciando fuori ad esempio Ruggero Tita, che a Cagliari in coppia con Burling aveva offerto ottime risposte. Un turnover studiato nei dettagli, per dare la possibilità ai più giovani di mostrare il loro talento, per giunta su scafi che conoscono come le loro tasche (a differenza degli AC75, che sono un mondo a parte).
La consapevolezza di essere forti ha spinto Sirena a sperimentare nuove soluzioni, ma da lunedì 28, quando si tornerà in acqua per gli allenamenti con gli AC75, sarà tutta un’altra storia. E lì ricomincerà il flirt con l’ossessione di cui sopra. “L’America’s Cup è ossessione. Quando riesci a conquistarla, però, non plachi alcun desiderio, perché ne comincia subito un altro, quello di difenderla. È come il ciclo della vita: è qualcosa che non finisce mai”.
A Napoli però almeno un punto Sirena lo vuole mettere. “Finalmente cominciamo a gareggiare, quindi arriva la parte divertente. Come mi aspetto i prossimi giorni? Intensi e impegnativi, ma aperti a qualsiasi scenario. Perché pur giocando “in casa”, la verità è che nella vela il fattore campo non esiste. Non corriamo su un circuito di Formula Uno dove determinante caratteristiche tecniche possono fare la differenza nel bene o nel male, ma regatiamo in mare aperto, e ogni giorno il campo di regata può presentarsi diverso rispetto al giorno precedente. Non esistono vantaggi, esiste solo la capacità di preparare bene lo scafo e poi commettere meno errori possibili”.
Per Napoli, un’occasione come nessuna prima
A Nisida, dove tutti i team fanno base, ogni dettaglio è stato preparato a puntino. “Eravamo un po’ preoccupati perché i lavori non erano propriamente in linea col crono programma sino a qualche tempo fa, e invece alla fine tutto è riuscito alla perfezione”, conclude Sirena.
“Adesso dobbiamo solo goderci il momento, noi e tutti coloro che vorranno accompagnarci in questa avventura. Per Napoli e i napoletani, questa è una grande occasione di mostrarsi al mondo in un modo diverso da quella che è la solita narrazione. Da parte nostra, l’unico modo che abbiamo per conquistare il pubblico sarà vincendo quante più regate”. Perché chi ben comincia è già a metà dell’opera (o del lato, se preferite…).