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America's Cup, New Zealand mette pressione a Luna Rossa: "È favorita. Burling? Non è come perdere Vertsappen"

  • Postato il 24 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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America's Cup, New Zealand mette pressione a Luna Rossa: "È favorita. Burling? Non è come perdere Vertsappen"

Giocano al gatto e al topo, Luna Rossa ed Emirates. Lo fanno da una vita, da quando per la prima volta (erano i primordi del millennio) un’imbarcazione italiana provò a sfidare i neozelandesi a casa loro, uscendo sconfitta dal confronto ma inaugurando quella che sarebbe diventata una rivalità destinata a scrivere pagine importanti della competizione velica più antica al mondo. E oggi che il mondo s’è capovolto, con Napoli pronta ad accogliere gli scafi per il primo appuntamento sulla via che conduce alla 38esima edizione dell’America’s Cup, quel dualismo torna una volta di più d’attualità. Perché tutti sono concordi nell’affermare che saranno italiani e neozelandesi a giocarsi la Old Maug tra 10 mesi. E ogni occasione è buona per rinfocolare una rivalità sana e competitiva come poche altre.

La “tattica” Kiwi: mettere pressione agli italiani

Già ieri Napoli si è svelata al mondo intero con una semplice ma suggestiva cerimonia di inaugurazione delle Preliminary Regatta 2, che oggi vedranno tutte le imbarcazioni scendere in acqua per quelle che (grossolanamente) vengono definite alla stregua di prove ufficiali. Perché il via alle regate verrà dato venerdì alle 14,10, con la prima delle tre previste nella giornata del 25 settembre (altrettante il sabato, due la domenica con gran finale dedicato al match race tra le prime due imbarcazioni della classifica generale).

E tra una chiacchiera e l’altra c’è chi, come Matteo de Nora (team principal di Emitares Team New Zealand), ne ha approfittato per provare a mettere un po’ di pressione addosso a Luna Rossa. “Sono loro i favoriti di questa edizione dell’America’s Cup”, ha affermato in un’intervista esclusiva a La Stampa. Detto da chi ha dominato le ultime tre campagne, quasi un’affermazione sorprendente, visto che peraltro a Napoli si gareggerà con gli AC75 già visti all’opera ad Auckland nel 2021 e a Barcellona nel 2024.

“In realtà, il vantaggio che avevamo in passato legato all’introduzione del foil oggi si è assottigliato, e sebbene stiamo migliorando costantemente a livello di tecnologie e migliorie allo scafo, di sicuro le rivali si sono attrezzate per avvicinarsi al nostro livello. E mi sento di dire che gli italiani hanno lavorato veramente bene”.

La scelta di Napoli: “Abbracciamo la sua cultura”

De Nora ha origini chiaramente italiane, è figlio di uno scienziato chimico che un po’ come tutta la famiglia deve la propria fortuna a Oronzo, fratello di Vittorio (il papà di Matteo), inventore della formula chimica che ha prodotto l’Amuchina. Ma Matteo ha seguito altre strade: a lui è sempre piaciuto il mare, e assieme a Grant Dalton ha reso questa passione una vera e propria missione.

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“In Nuova Zelanda viviamo per la vela, ed è bellissimo vedere quanto la gente segua questo sport. Sono tra coloro che ha scelto di venire a fare l’America’s Cup a Napoli e sono contento della scelta fatta: Napoli è una città che ha grandi potenzialità, chiaro non potevamo pretendere che venissero rifatte strade e alberghi per questa rassegna, ma ha saputo cogliere l’opportunità e si sta mostrando in tutta la sua bellezza. E penso che tutti noi che siamo qua dovremmo abbracciarne la cultura”.

De Nora ha scelto dunque di andare nella tana… del nemico. “S’avverte il calore e l’affetto per Luna Rossa, ma era così anche per noi quando gareggiavamo ad Auckland”.

L’addio di Burling: “Voleva più soldi, ora largo ai giovani”

La ragione per cui tutti dicono che sarà LunaRossa la rivale di Emirates il prossimo luglio viene spesso motivata con due parole: Peter Burling. “Voleva molti più soldi e chiedeva di poter essere lasciato libero di fare anche altri eventi”, spiega de Nora. “La forza del nostro team è sempre stata quella di far leva sulla forza del gruppo, e soprattutto sulla volontà di lanciare i giovani. Ne abbiamo di bravi e pertanto non sarà un problema aver perso Burling. Insomma, non è stato come togliere Verstappen a RedBull…”.

Patrizio Bertelli però è voluto andare all in: “E sinceramente, da avversario, gli auguro un giorno di poter vincere l’America’s Cup perché se lo meriterebbe, eccome. Questa sarà la settima campagna, l’ottava se si tiene conto anche di quella del 2017 (dove si ritirò prima della LVC), e la passione a un certo punto va premiata”.

Sul futuro della coppa, de Nora spiega di non vedere troppo di buon occhio certe decisioni prese da AC Partnership. “I tempi cambiano, è giusto coinvolgere più team nell’organizzazione dell’evento, ma il passaggio doveva essere fatto meglio. E comunque portare la coppa ogni due anni sarebbe sbagliato, perché le toglierebbe fascino e finirebbe per sembrare più un campionato simile a Formula Uno o MotoGP. Sulla batterie elettriche resto scettico, spero che sia solo una fase di passaggio e che si torni a far valere la forza della natura e dell’uomo. E sulle donne a bordo dico sì, a patto che non sia un obbligo”.

Autore
Virgilio.it

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