America's Cup, i tormenti di Sir Ben Ainslie: la causa legale con Ineos gli sta togliendo lo scafo per il 2027
- Postato il 17 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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I tormenti del baronetto. Che a Napoli sa di dover giocare una partita doppia: quella con gli avversari, che da giovedì prossimo proveranno nuovamente a metterlo un po’ alla berlina come fatto nelle Preliminary Regatta di Cagliari. Ma soprattutto quella con il suo passato, perché sir Ben Ainslie non sa ancora bene con qualche imbarcazione potrà affrontare la 38esima edizione di America’s Cup, lui che con Athena Racing è il challenge of record (cioè lo sfidante ufficiale), nonché l’ultimo ad essersi arreso alla superiorità di Emirates Team New Zealand nell’edizione 2024 disputata a Barcellona.
- La rottura con Ratcliffe presenta il conto
- La disputa legale su chi debba tenere l'AC75
- Athena e la disastrosa campagna di Cagliari
La rottura con Ratcliffe presenta il conto
Ainslie questa nuova campagna di coppa se la sarebbe certamente immaginata differente, ma la rottura (traumatica) con Jim Ratcliffe, CEO di Ineos, non è stata certo indolore. Soprattutto perché ha scatenato una vera e propria guerra tra i due soci in affari, con Ineos che le sta provando tutte per mettere i bastoni fra le ruote al velista britannico.
Dopotutto il vecchio team Britannia ha ogni sorta di ragione per rendere complicata l’esistenza al suo ex timoniere: proprio la rottura tra Ainslie e Ratcliffe ha prodotto la rinuncia forzata di quest’ultimo alla campagna 2027, poiché di tempo per allestire un nuovo equipaggio ce n’era veramente troppo poco.
Ainslie sperava invece che la forzatura di portare via tutto il bagaglio di esperienza all’interno del gruppo di Athena Racing lo avrebbe posto al riparo da qualsiasi sorpresa, magari pensando che non sarebbe stato un problema proseguire nel solco delle ultime due avventure mandate a referto ad Auckland nel 2021 e a Barcellona nel 2024. Invece l’esperto velista s’è ritrovato impantanato in una situazione (forse) più grande di lui, tanto che ad oggi non ha neppure la certezza di sapere se potrà gareggiare la prossima primavera con un AC75.
La disputa legale su chi debba tenere l’AC75
La contesa legale aperta tra le due fazioni sta vivendo in queste settimane un altro culmine di tensione. Ratcliffe ha rifiutato la proposta di accordo “amichevole” presentata da Ainslie, di fatto ribadendo di essersi legato al dito la decisione del baronetto di abbandonare il progetto.
Ma c’è appunto il nodo del contendere legato all’imbarcazione che dovrà partecipare alla prossima campagna di LVC: l’AC75 col quale Ineos Britannia ha gareggiato a Barcellona è attualmente “bloccato”, perché Ineos ne rivendica la paternità sulla base dei 174 milioni di sterline investite a partire dal 2021 (quando venne stipulato un accordo di collaborazione tra Ratcliffe e Ainslie), mentre Athena Racing ha fatto sapere di rivendicarne l’utilizzo dal momento che l’imbarcazione sarebbe potuta tornare a Ratcliffe solo nel caso in cui Athena avesse cessato ogni attività, cosa che ad oggi non è ancora successa, visto che sta partecipando attivamente alla nuova campagna di America’s Cup.
Ainslie ritiene di essere nel giusto, e soprattutto spera che anche i giudici gli diano ragione (e possibilmente in fretta): il nuovo protocollo redatto assieme ai neozelandesi prevede che per la 38esima edizione non si possano costruire nuovi scafi AC75, ma che si debbano utilizzare quelli già visti all’opera a Barcellona (decisione presa per contenere i costi), con appositi adeguamenti tecnici.
Athena e la disastrosa campagna di Cagliari
Quanto visto a Cagliari, con GB1 (ovvero il Team Senior di Athena) mestamente all’ultimo posto, addirittura alle spalle anche del Team Youth&Women dello stesso consorzio che fa capo ad Ainslie, ha alimentato parecchi malumori. E certo la controversia con l’ex partner in affari rischia di compromettere del tutto la partecipazione alla prossima America’s Cup del team britannico, che battendo Luna Rossa nella finale di LVC aveva riportato un’imbarcazione del Regno Unito nell’atto conclusivo dell’Old Maug dopo 173 anni (cioè dalla prima edizione del 1851).
Per Luna Rossa e tutti gli altri consorzi in gara, non la peggiore delle notizie: Ainslie è uno dei velisti più grandi della storia, e sapere che non potrà essere competitivo nella prossima edizione renderà per tutti le cose un po’ più semplici. A Napoli, dopo la caporetto cagliaritana, è però lecito attendersi una reazione da parte dei britannici.