Alluvione lampo in Nepal e Tibet, il gioielliere di Rapallo Marco Ratto tra le centinaia di dispersi
- Postato il 27 agosto 2026
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- Di Genova24
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Genova. Ore di forte apprensione a Rapallo: Marco Ratto, noto commerciante, è tra le centinaia di dispersi nella terribile alluvione lampo che ha colpito il confine tra Nepal e Tibet.
L’uomo, cinquant’anni, titolare insieme alla sorella della gioielleria Silver’s, in galleria Montallegro, era partito con una spedizione internazionale pochi giorni dopo Ferragosto.
In queste ore la famiglia è in contatto con la Farnesina, che ieri aveva parlato di soli due italiani dispersi su circa 90 registrati in zona sul sito della Farnesina e possibili 130 presenti, sulla base delle informazioni raccolte con autorità e tour operator.
Anche la sindaca di Rapallo, Elisabetta Ricci, con l’assessore Mustorgi, stanno constantemente monitorando la situazione.
Le speranze di trovarlo vivo ci sono: è possibile che chi si trovasse in quella zona abbia difficoltà a mettersi in contatto con l’estero, per via dei danni a reti e infrastrutture ma più passano le ore e più l’ansia cresce.
Il bilancio delle vittime delle alluvioni improvviste in Nepal – secondo quanto riportato da Nepal News – è salito a 270.
Centinaia di dispersi nell’alluvione in Nepal e Tibet
Sempre secondo fonti locali (il Nepal Board of tourism) sono 644 le persone ancora disperse dopo l’alluvione improvvisa che mercoledì mattina ha colpito i fiumi Bhotekoshi e Trishuli in Nepal.
Dei dispersi 517 sono turisti stranieri e 127 cittadini nepalesi ma si tratta di cifre che cambiano di minuto in minuto. Peraltro in queste ore è allarme per un lago di sbarramento naturale formatosi a monte del porto di Gyirong, nella contea omonima in Tibet: il rischio è che il bacino possa cedere o che l’acqua lo superi provocando una nuova piena sulle aree a valle.
Le operazioni di ricerca sono in corso nei distretti di Rasuwa, Nuwakot, Dhading e Gorkha con squadre composte da forze di sicurezza, autorità locali, guide e Tourist police impegnate nelle operazioni di evacuazione ancora necessarie e nella verifica delle persone irreperibili.
Un terremoto e il crollo di un ghiacciaio le possibile cause
Il fenomeno estremo avvenuto tra Nepal e Tibet è stato definito alluvione lampo, e secondo le prime informazioni non è stato causato da forti piogge, molto frequenti in queste zone.
La ricostruzione di quanto accaduto avanzata dall’Istituto geologico statunitense è l’unione di due fattori: è stato infatti rilevato un terremoto di magnitudo 5.2 sulla scala Richter nell’area dell’Himalaya.
Questo sisma, di forza relativamente contenuta per la zona, avrebbe però a sua volta causato il crollo di un ghiacciaio. La neve mista a detriti si sarebbe riversata nelle valli circostanti, sciogliendosi e travolgendo i centri abitati.