“All’hotel che serve il cibo surgelato, preferisco la trattoria con la tovaglia di carta e il pesce fresco di giornata. Mi dispiace sentir dire che Milano sta diventando pericolosa, da quando sono papà la vivo poco”: parla Alex Britti
- Postato il 15 luglio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Il cantautore Alex Britti racconta la sua visione di Milano tra impegni musicali e vita familiare. Nel corso dell'intervista, l'artista riflette sulle sue preferenze culinarie, scegliendo l'autenticità della cucina tradizionale rispetto al conformismo degli hotel moderni. Britti affronta anche il tema della sicurezza urbana milanese, spiegando come la paternità abbia modificato il suo rapporto con la città, riducendo il tempo trascorso negli spazi pubblici serali.
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Dopo aver inaugurato il BrittInTour ’26 con le prime tappe di Augusta (SR), Erchie (BR) e Orta Nova (FG), Alex Britti approda a Milano il 17 luglio per la rassegna Estate al Castello 2026, al Castello Sforzesco. “Mi dispiace sentir dire che Milano sta diventando pericolosa, personalmente da quando sono papà la vivo poco”, ha detto l’artista a Il Corriere della Sera.
“C’è stato un tempo, però, in cui il Castello e il Parco Sempione erano il mio rifugio:- ha affermato – ci andavo a passeggiare o a leggermi un libro quando avevo bisogno di pace. Avevo la casa discografica a due passi da lì e da Brera, quartiere che, data la somiglianza con Trastevere, mi faceva sentire meno la nostalgia di Roma”.
A proposito di città e luoghi del cuore, Britti ha spiegato: “Facevo base ad Amsterdam, città stupenda e, da lì, mi spostavo per suonare in Belgio, Francia… Ricordo con piacere Anversa, una sorta di Firenze del nord. E il sud della Francia: non la zona di Montecarlo, bella ma snob, ma il borgo di Bédarieux e la sua campagna, nei pressi di Montpellier”.
Per quanto riguarda il mare pochi dubbi: “In Italia vince la Sardegna, ma escludendo la Costa Smeralda, che per me è fuffa: tutto finto. Splendido, semmai, il territorio di Bosa. Come Cala Gonone, con la Grotta del Bue Marino: lì c’è l’acqua più bella del mondo. Con mio figlio, che ha 9 anni, vado spesso a Sarzana, in Liguria: il centro storico è splendido. E a Ostia: da Casal Palocco, dove vivo, non c’è nemmeno bisogno di programmare nulla; pochi minuti di auto e siamo pronti per tuffarci. In generale amo i posti genuini, quelli che la ‘turistificazione’ tende a cancellare. All’hotel che serve il cibo surgelato, preferisco la trattoria con la tovaglia di carta e il pesce fresco di giornata”.
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