Alfa Romeo Spider “Duetto” celebra sessant’anni
- Postato il 22 aprile 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Alfa Romeo Spider “Duetto” celebra sessant’anni

TORINO (ITALPRESS) – Sessant’anni fa, al Salone di Ginevra del 1966, Alfa Romeo presentava una vettura destinata a diventare un’icona: la leggendaria “1600 Spider”, quella che gli appassionati di tutto il mondo hanno sempre chiamato “Duetto”, nome non ufficiale ma entrato nell’uso comune fin dal lancio.
Il fascino dell’Alfa Romeo Spider non accenna a diminuire, come dimostra il successo del recente raduno, presso il Museo Alfa Romeo di Arese, con centinaia di Alfisti giunti da tutta Italia – e non solo – per celebrare insieme il sessantesimo anniversario. Per Alfa Romeo, il suo glorioso passato è un valore attivo e identitario, oltre che fonte di ispirazione continua per il futuro. E’ in questa prospettiva che opera “La Storia”, l’area del nuovo progetto di eccellenza BOTTEGAFUORISERIE dedicata alla preservazione, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio del marchio italiano: un presidio di competenze artigianali e culturali che garantisce la continuità tra le vetture che hanno scritto la storia del Biscione e quelle che ne vergheranno le pagine successive.
Il Museo Alfa Romeo di Arese ha dedicato alla ricorrenza della Spider una giornata di celebrazioni, che si è tenuta domenica 19 aprile, con una parata degli esemplari più significativi e una conferenza su questa vettura iconica che ancora oggi è fra le più amate dagli Alfisti di tutto il mondo.
Nel pomeriggio, inoltre, è stata inaugurata la mostra “Spider è Alfa Romeo”, che permetterà agli appassionati di esporre le proprie vetture all’interno del Museo fino a dicembre 2026.
L’esposizione si articola in quattro fasi tematiche, ciascuna dedicata a una delle serie della Spider: da aprile a giugno sono protagoniste le “osso di seppia”; luglio e agosto saranno dedicati alla “coda tronca”; settembre e ottobre all’”aerodinamica”; fino a dicembre, infine, spazio alla quarta serie con l’ultimo restyling del 1990. Un programma emozionante, quindi, che trasforma il Museo in un luogo vivo e pulsante, dove la storia ufficiale del Biscione si intreccia con quella degli Alfisti e delle loro vetture, in un abbraccio collettivo tra memoria e passione.
foto: ufficio stampa Stellantis
(ITALPRESS).
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