Alessandro Conti lancia una sfida in odontoiatria restaurativa: "Anche il dente 'condannato' si può salvare. Oggi recuperiamo l'impossibile"
- Postato il 26 agosto 2026
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- Di Libero Quotidiano
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Alessandro Conti lancia una sfida in odontoiatria restaurativa: "Anche il dente 'condannato' si può salvare. Oggi recuperiamo l'impossibile"
Per anni, davanti a un dente gravemente compromesso, l’estrazione è sembrata spesso la soluzione inevitabile. Oggi, invece, la frontiera dell’odontoiatria restaurativa punta sempre più a conservare ciò che è possibile, anche quando il danno appare particolarmente esteso. È questa la sfida professionale di Alessandro Conti, odontoiatra con studio a Casale Monferrato e attività di formazione e collaborazione con diversi centri del Nord Italia.
Il principio alla base del suo approccio è semplice: «Cercare di mantenere finché possiamo gli elementi dentali naturali, posticipando il più possibile l’inserimento degli impianti». Una filosofia che si traduce nell’impiego di tecniche restaurative dirette e indirette e, soprattutto, di strumenti che consentono di lavorare con una precisione impensabile fino a qualche decennio fa.
Tra questi c’è il microscopio operatorio, capace di arrivare a ingrandimenti fino a 30 volte. «Ci permette di vedere dettagli che altrimenti faremmo fatica a cogliere», spiega Conti. Un livello di precisione che, secondo l’esperienza illustrata dal professionista, può consentire di intervenire anche su denti con compromissioni molto importanti, comprese carie profonde arrivate fino alla radice, attraverso una combinazione di chirurgia e restaurativa.
Non è però soltanto l’attività clinica a caratterizzare il suo percorso. Una parte importante del lavoro è dedicata alla formazione degli odontoiatri, con corsi pratici organizzati tra Settimo Milanese e Verona, nei quali vengono affrontate diverse tecniche della restaurativa, dai restauri posteriori agli intarsi digitali fino alle faccette estetiche in ceramica. A maggio Conti è stato inoltre relatore al CONSEURO, congresso europeo dedicato alla conservativa, presentando ricerche sul recupero dei denti gravemente compromessi.
Il suo percorso comprende anche l’attività accademica: dal 2018 al 2021 è stato professore a contratto all’Eastman Dental Institute dell’University College London e oggi collabora con l’Università di Pavia nel Dipartimento di Odontoiatria Restaurativa. È inoltre socio attivo dell’Accademia Italiana di Estetica Dentale e dell’Accademia Italiana di Conservativa e Restaurativa.
Il tema, però, non riguarda soltanto la tecnologia. La prevenzione resta decisiva: molti dei problemi più seri, ricorda Conti, possono svilupparsi senza provocare dolore e diventare evidenti quando il recupero è già più complesso. La vera novità, dunque, è forse proprio questa: non considerare più automaticamente «perso» un dente gravemente danneggiato. La ricerca e le tecniche restaurative hanno allargato il campo delle possibilità. E quello che fino a pochi anni fa poteva sembrare impossibile, oggi, in determinati casi, può diventare recuperabile.