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Aldo Montano, lo spavento e la denuncia: "In shock anafilattico per un errore della cucina, ho rischiato di morire"

  • Postato il 4 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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Aldo Montano, lo spavento e la denuncia: "In shock anafilattico per un errore della cucina, ho rischiato di morire"

Una brutta disavventura con lieto fine, ma stavolta Aldo Montano ha deciso di alzare la voce. Perché sa di averla scampata bella: l’ex schermidore azzurro, 5 medaglie olimpiche e 12 mondiali in carriera, ha lottato tra la vita e la morte dopo essere rimasto vittima di uno shock anafilattico a seguito di un prodotto mangiato in un ristorante romano. Montano è allergico alla caseina, principale proteina del latte vaccino, e pur avendo comunicato a chi di dovere la propria intolleranza ha dovuto fare i conti con una corsa all’ospedale e un ricovero d’urgenza, con viva preoccupazione di familiari e amici.

La corsa in ospedale, l’allergia alla caseina

Montano alla fine ha potuto raccontare quanto successo, non prima però di aver ammesso di essersela vista brutta. “Ho avuto la fortuna di essere arrivato rapidamente in ospedale, ma chissà se quando ricapiterà una cosa simile sarò altrettanto fortunato”, ha spiegato in un messaggio postato sui propri profili social.

“Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e sottovalutazione delle allergie alimentari”, ha aggiunto il toscano. “La mia non è una semplice intolleranza, ma un’allergia potenzialmente mortale, e come tanto ho bisogno che vengano prese tutte le precauzioni del caso”.

La caseina, oltre a essere presente nel latte e nei suoi derivati (quindi yogurt, formaggi e via dicendo), viene spesso utilizzata come additivo in prodotti industriali per creme e salse. E probabilmente è proprio a causa di una di queste che Montano s’è visto costretto a ricorrere alle cure dell’ospedale più vicino (il Santo Spirito di Roma), subito dopo aver mostrato i primi segnali di shock anafilattico.

La rabbia di Aldo: “Bisogna trattare la cosa seriamente”

L’ex schermidore ha spiegato di aver ricevuto subito il trattamento indicato in casi di allergia grave, come quella che l’ha avuto per sfortunato protagonista. Gli è stata subito somministrata dell’adrenalina e col passare dei minuti Montano ha recuperato la funzionalità di tutto l’organismo, pur vedendosi comunque costretto a restare in reparto sotto osservazione.

Poi però ha rincarato la dose, ribadendo la necessità di avere controlli quanto più seri e appropriati per le persone che vivono nelle sue stesse condizioni. “Bisogna che la gente capisca che è giunta l’ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono, cioè un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore”.

Montano già in altre due occasioni era stato colpito da shock anafilattico a seguito di un cibo ingerito per errore, la prima volta nel 2010, la seconda nel 2015, ma soltanto dopo quanto accaduto poche ore fa a Roma ha deciso di denunciare l’accaduto. “Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto. E ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, allora sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono piccole distrazioni quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico”.

Autore
Virgilio.it

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