Alcaraz verso il rientro dopo l'infortunio al polso: il sorriso ritrovato prima di Cincinnati e US Open
- Postato il 24 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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“Quando mi diverto, gioco il mio miglior tennis”. Poi qualcosa si ferma. Un dolore improvviso, un polso che si blocca, il peso di uno stress accumulato, l’apnea. Il cortocircuito di corpo e testa. Carlos Alcaraz è fermo da aprile: per tre mesi ha vissuto lontano dal ritmo. Le prossime tre settimane decideranno se è pronto per tornare. Il polso destro sarà sottoposto ai primi sondaggi ad alta intensità in vista della tournée americana. Ma in questi mesi lo spagnolo ha recuperato qualcosa che va oltre il tennis.
Il tutore è più leggero. Il dettaglio amplificato è il sorriso. Carlos Alcaraz è entrato al MetLife Stadium con il trofeo della Coppa del Mondo tra le mani da numero 3 ATP. Più del tutore, però, ha colpito il sorriso. In quel momento s’è visto il ventitreenne che tifava Spagna.
Non è il bollettino medico a raccontare il momento che sta attraversando Alcaraz. Il recupero procede e il volto è cambiato rispetto ai giorni successivi all’infortunio al polso destro rimediato a Barcellona.
- Alcaraz, tre settimane per decidere il rientro
- L’infortunio al polso e i tempi di recupero
- Alcaraz e il tempo lontano dal tennis
- Il ranking ATP di Carlos Alcaraz
Alcaraz, tre settimane per decidere il rientro
Carlito Alcaraz è entrato nella fase decisiva della riabilitazione. Dopo settimane dedicate al recupero della mobilità e della forza del polso, aumenterà progressivamente intensità e volume degli allenamenti per verificare la reazione dell’articolazione alle sollecitazioni di un tennis veloce.
I segnali positivi erano arrivati già lo scorso 10 luglio, quando aveva condiviso un video degli allenamenti: “Siamo sulla strada giusta”. Da allora il lavoro si è concentrato sul recupero della forza, della rotazione e dei gesti tecnici: esercizi specifici con elastici, volée ravvicinate e racchette modificate sotto la supervisione del preparatore atletico e fisioterapista Juanjo Moreno e di Alberto Lledó.
Resta una prudenza più che comprensibile. Il polso è una delle articolazioni più delicate per un tennista: non serve correre rischi. Se la risposta sarà positiva, Alcaraz partirà per gli Stati Uniti con l’obiettivo di testarsi nel Masters 1000 di Cincinnati in vista dello US Open.
L’infortunio al polso e i tempi di recupero
La riabilitazione è iniziata a giugno. Per settimane Alcaraz si è allenato in un impianto indoor a El Palmar, lontano dagli occhi, prima di preparare il ritorno sui campi all’aperto con le palline ufficiali della tournée americana. Nel frattempo ha già rinunciato a quasi tutta la stagione su terra e a tutta quella sull’erba. Roland Garros, Wimbledon, Madrid, Roma, Montreal. Resta iscritto a Cincinnati e allo US Open.
Resta il riserbo sulla natura dell’infortunio. Nessuna diagnosi ufficiale, massima cautela, zero forzature.
Alcaraz e il tempo lontano dal tennis
Il focus su guarigione e riabilitazione è solo metà della storia. C’è poi l’altro recupero di Carlito che i bollettini non refertano. In questi mesi Alcaraz ha avuto a disposizione ciò che il tennis sottrae. Il tempo.
Si è concesso una vacanza in Costiera Amalfitana, ha trascorso giorni con famiglia e amici a Murcia, si è goduto la finale del Mondiale e la festa per la vittoria della Spagna.
Tra Australian Open e ATP Finals, la stagione si sviluppa per quasi undici mesi, lasciando ai migliori giocatori poche settimane senza competizioni, spesso dedicate alla preparazione.
Jannik Sinner, durante il periodo trascorso lontano dal circuito, aveva raccontato di aver riscoperto una quotidianità che il tennis professionistico tende a cancellare: più tempo con la famiglia, con gli amici e per sé. Una pausa forzata aveva restituito il valore di un recupero mentale.
Il ranking ATP di Carlos Alcaraz
Alcaraz non gioca un match ufficiale dallo scorso 14 aprile, a Barcellona contro Virtanen. Trova un ranking diverso. L’infortunio gli è costato oltre 5.000 punti ATP e la discesa dal secondo al terzo posto, a vantaggio di Alexander Zverev. Sinner ha consolidato il primato con i successi a Indian Wells, Miami, Monte Carlo, Madrid, Roma e Wimbledon.
Carlito si porta dietro 8160 punti: riprendere Zverev – a quota 8480 – abbastanza in fretta non è complicato ma avvicinare Sinner – 13450 punti – chiederà del tempo.
Le prossime tre settimane diranno se Alcaraz sarà pronto per tornare a competere. Ma questi mesi gli hanno concesso il lusso di staccare.
Dovesse essere a Cincinnati, allo US Open o al prossimo torneo utile, il rientro di Alcaraz porterà un polso rigenerato: il tutore è diventato una fascia ma il segnale più incoraggiante è la serenità. Il polso dirà se Alcaraz è pronto a tornare. Quel sorriso suggerisce che il ragazzo è già ripartito.