Alcaraz spinto al successo dal…sosia di Sinner: lo spagnolo scaccia i timori, ma McEnroe ridimensiona le ambizioni di Carlos
- Postato il 6 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Nonostante le varie difficoltà incontrate lungo il percorso, dopo sette mesi e mezzo Carlos Alcaraz è tornato a conquistare un trofeo confermando il titolo vinto l’anno scorso all’ATP 500 di Tokyo, scacciando così i pensieri negativi che avevano affollato la mente del numero 3 al mondo dopo l’infortunio al polso. Un successo arrivato anche grazie a Jannik Sinner, o meglio, a un suo sosia apparso a dare la carica allo spagnolo nell’allenamento precedente la finale con Jiri Lehecka.
- Tokyo, la carica ad Alcaraz prima della finale arriva dal sosia di Sinner
- Alcaraz, il titolo a Tokyo scaccia i pensieri negativi
- McEnroe spiega per Alcaraz non raggiungerà Djokovic e Federer
Tokyo, la carica ad Alcaraz prima della finale arriva dal sosia di Sinner
Dopo qualche stagione abbiamo imparato a conoscere almeno un pochino Alcaraz, che per quanto sia uno dei giocatori dal talento naturale più incredibile mai visto su un campo da tennis, è anche un giocatore che per rendere al meglio ha bisogno di sentirsi stimolato, di percepire la sfida. Stimoli che lo spagnolo ha sempre trovato quando si è trovato a dover affrontare i migliori giocatori del circuito e soprattutto Sinner, con cui ha dato vita ad alcuni dei match più spettacolari degli ultimi anni ma che in stagione ha potuto affrontare purtroppo in una sola occasione per via degli infortuni dell’uno e dell’altro.
A dare la carica ad Alcaraz in vista della finale di Tokyo potrebbe però essere stato proprio Jannik, o meglio, un suo sosia. Durante la sessione di allenamento precedente la sfida contro Lehecka, a osservare Carlos sugli spalti è apparso infatti uno spettatore travestito da Sinner che ha scatenato l’ilarità dello spagnolo, che in una pausa si è fermato per fotografarlo. Oltre ad alleggerire Alcaraz di un po’ di tensione, la visione di Jannik potrebbe anche aver stimolato ulteriormente lo spagnolo, che infatti in finale ha tirato fuori una delle sue prestazioni migliori del torneo, come se quella visione gli abbia ricordato le epiche prestazioni che è sempre riuscito a mettere in campo quando si è trovato ad affrontare il suo rivale Sinner, spingendolo a fare lo stesso anche contro Lehecka.
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La conquista per il secondo anno consecutivo del torneo di Tokyo ha poi avuto un sapore speciale per Alcaraz, che non vinceva un titolo da febbraio e che dopo l’infortunio al polso ha iniziato ad avere pensieri negativi sulla sua carriera, come da lui rivelato dopo il successo: “Sono molto felice di poter alzare di nuovo un trofeo; era da parecchio tempo che non lo facevo. Questo è davvero speciale dopo l’infortunio. Tornare e vincere il titolo al mio secondo torneo è molto importante per me. Durante l’infortunio mi sono passati per la testa molti pensieri negativi. Sarei mai tornato quello di prima? Avrei sentito di nuovo dolore colpendo la palla? Tanti pensieri negativi”.
McEnroe spiega per Alcaraz non raggiungerà Djokovic e Federer
Nonostante il trofeo conquistato Alcaraz non è ancora tornato – comprensibilmente – al 100% della condizione, che dovrà ritrovare il più presto se vorrà riprendere a vincere anche i tornei più importanti come gli Slam. A proposito di Slam, in un intervento al podcast Off Court John McEnroe ha parlato di quali potrebbero essere le ambizioni dello spagnolo in termini di Major in bacheca a fine carriera, spiegando come a suo parere, nonostante Carlos a 23 anni possa già vantare sette titoli Slam, lo spagnolo non potrà raggiungere le vette dei Big3:
“Secondo me, uno dei motivi per cui sarà così difficile per Carlos avvicinarsi ai numeri del Grande Slam di Novak e Roger è che ci sono giocatori imponenti, come Shelton, capaci di scendere in campo e giocare partite incredibili; a volte riescono persino a togliere l’iniziativa allo stesso Carlos Alcaraz e a frustrarlo”.