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Alcaraz sbugiardato da Mouratoglou, i dubbi dopo il ko con Shelton e il paragone tranchant con Serena Williams

  • Postato il 19 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Alcaraz sbugiardato da Mouratoglou, i dubbi dopo il ko con Shelton e il paragone tranchant con Serena Williams

“Non ci credo”. Patrick Mouratoglou, con la sua autorevolezza, il suo curriculum e il suo carisma, è una delle poche persone al mondo a potersi permettere di sbugiardare pubblicamente Carlos Alcaraz. A cui, peraltro, qualche giorno fa aveva riservato una tiratina d’orecchie: “Hai 23 anni, perché vuoi prenderti delle pause? Gioca“. Per l’ex allenatore di Serena Willams, che all’ultimo US Open ha seguito da vicino il cammino di Stefanos Tsitsipas, lo spagnolo non può essere rimasto contento – come ha lasciato intendere – del suo cammino a NY. Uscire ai quarti di finale col sorriso, dopo una maratona come quella contro Ben Shelton, non può essere motivo di soddisfazione per nessuno. Men che meno, per un campione del suo calibro.

La battaglia con Shelton e la “felicità” di Alcaraz

“Alcaraz è rimasto in campo per quattro ore e mezza, ha perso 10-7 al tie-break del quinto set e se n’è andato dicendo di essere felice. Non ci credo“, è lo scoppiettante incipit di una voluminosa e circostanziata riflessione esternata da Mouratoglou su LinkedIn. “Lasciatemi spiegare la mia posizione”, ha aggiunto il coach, sempre molto presente su tutte le piattaforme social. “La prima parte è piuttosto semplice: i campioni odiano perdere ed è proprio per questo motivo che sono campioni. Combattono con tutte le loro forze per evitare la cosa peggiore al mondo per quelli come loro: la sconfitta“.

Il paragone di Mouratoglou tra Carlos e Serena

Tranchant e impietoso il paragone con una grande del tennis: “Ho lavorato con Serena Williams per dieci anni. Vi posso assicurare quanto odiasse perdere. Pete Sampras non riusciva ad alzarsi dal letto per due settimane dopo una sconfitta. E i giocatori che fingono di non importarsene, secondo me mentono. Non si può costruire una cultura vincente ed essere a proprio agio con la sconfitta allo stesso tempo”. Per questo motivo, Mouratoglou pensa che Alcaraz abbia sorriso dopo la sconfitta solo per far bella figura: “C’è la questione della cortesia. Prima, se perdevi, ti stringevi la mano e finiva lì. Oggi è diventata una consuetudine. Novak è sempre incredibilmente cortese quando perde. Anche Carlos. Sabalenka invece è una delle grandi eccezioni“.

Alcaraz poco convinto della vittoria allo US Open?

Per Mouratoglou, in ogni caso, a dare per buona la “soddisfazione” di Alcaraz si rischia un corto circuito ulteriore. “Se intendeva davvero quello che ha detto, mi viene da pensare che sia arrivato a questo US Open senza credere di poterlo vincere. Non aveva avuto abbastanza tempo per prepararsi. Non era fisicamente pronto, e lo credo perché ha perso nove game di fila contro Ben Shelton e si vedeva dalla sua espressione quanto gli stesse costando. Forse questo torneo – ha concluso il tecnico francese – ha semplicemente superato le sue stesse aspettative. Ma un campione di quel livello, anche quando non è al 100% della forma fisica, dovrebbe comunque pensare: ‘Vincerò in ogni caso’“.

Autore
Virgilio.it

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