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Alcaraz, l’ammissione sullo US Open: “Non il momento migliore”. Il bel pensiero per Sinner e il dettaglio che stranisce Carlos

  • Postato il 28 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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Alcaraz, l’ammissione sullo US Open: “Non il momento migliore”. Il bel pensiero per Sinner e il dettaglio che stranisce Carlos

A distanza di oltre quattro mesi e mezzo dall’infortunio al polso rimediato all’ATP di Barcellona, Carlos Alcaraz si appresta a fare il suo ritorno in campo in singolare allo US Open, dove ad attenderlo non ci sarà il suo rivale Jannik Sinner, al quale lo spagnolo in conferenza stampa ha dedicato un augurio di pronta guarigione, rivelando anche di essere stranito dal fatto di non incontrarlo per circa sei, sette mesi. Durante il media day Alcaraz ha anche ammesso di essere consapevole del fatto che uno Slam come quello newyorkese non sia affatto il torneo migliore in per rientrare dopo la lunga inattività, dicendo però di sentirsi pronto per competere.

Alcaraz: “Con Sinner ci vedremo per circa sei, sette mesi, è strano”

Prima il polso di Alcaraz, poi il ginocchio di Sinner. Un brutto scherzo del destino ha privato per quasi tutto il 2026 gli appassionati della racchetta di quella che è la rivalità più avvincente del tennis attuale. Una situazione diametralmente opposta rispetto a quella delle stagioni passate, durante le quali i due dominatori del circuito maschile si erano affrontati ben 16 volte.

Una situazione che stranisce anche lo stesso Alcaraz, il quale dallo US Open ha mandato un augurio di pronta guarigione a Sinner: “Credo che sia lo stesso per tutti che uno come Jannik si perda questo torneo, questo Grande Slam. È un po’ strano. Non ci vedremo per circa sei mesi, sette mesi. Quindi è una situazione un po’ strana, a dire il vero. Gli auguro tutto il meglio. Spero in una pronta guarigione e di rivederlo presto in campo al suo massimo livello. Spero che rivedremo Jannik in campo più in forma che mai”.

Alcaraz: “Ho bisogno dio gareggiare, di sentire la competizione”

Nonostante la lunga preparazione, i tanti allenamenti in patria e le simulazioni di partita con Holger Rune, Alcaraz sente la necessità di mettersi alla prova in un contesto ufficiale come quello dello US Open per ritrovare fiducia, anche se l’ostico tabellone certamente non gli offrirà molte chance di commettere passi falsi: “Ricordo quando mi sono infortunato all’avambraccio, ma prima del Roland Garros, ho giocato a Madrid. Arrivo qui con sensazioni simili, con il bisogno di gareggiare. Ho bisogno di venire qui ad allenarmi con questi ragazzi, di sentire di nuovo la competizione, e questa è una vera prova. Mi sento benissimo, e penso che l’infortunio mi abbia aiutato molto a capire che ora è tutto nella mia testa. Devo fidarmi del mio team, devo fidarmi delle persone che mi dicono che andrà tutto bene. Devo solo dare il 100%”.

Alcaraz: “Non è il momento migliore lo US Open per tornare”

Nel corso della conferenza stampa Alcaraz ha anche ammesso di essere consapevole di quello che molti addetti ai lavori da tempo sostenevano, ovvero che per rientrare dopo oltre quattro mesi di assenza un torneo così impegnativo come lo US Open non rappresenti certamente il momento migliore. Nonostante questo Carlos, così come il suo tema, si fida delle sue sensazioni e si sente pronto per tornare a competere: “So che tornare qui, tornare allo US Open, al meglio dei cinque set per la prima volta dopo così tanto tempo, è davvero impegnativo. In termini di preparazione e tutto il resto, non è il momento migliore. Ma io e il mio team crediamo che io sia pronto. Non è stata una decisione facile. Ho fatto tutto il necessario per essere pronto. Ho cercato di fare tutto alla perfezione, dentro e fuori dal campo, per sentirmi pronto, con allenamenti lunghissimi e intensi, solo per vedere come avrebbe reagito il mio polso durante gli allenamenti e dopo giornate così lunghe. Credo non ci sia torneo migliore degli US Open per tornare e sentire di nuovo l’affetto e la calorosa accoglienza che la gente qui mi riserva sempre”.

Autore
Virgilio.it

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