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Alcaraz chiede consigli a Musetti: "Non sono sempre perfetto come te". Lorenzo con fiducia verso Roma e Parigi

  • Postato il 21 aprile 2026
  • Di Virgilio.it
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Alcaraz chiede consigli a Musetti: "Non sono sempre perfetto come te". Lorenzo con fiducia verso Roma e Parigi

Il vero numero uno fuori dal campo di gioco è di stanza in Toscana. “Non sempre sono perfetto come te, fratello”: le parole pronunciate da Carlos Alcaraz nei confronti di Lorenzo Musetti non lasciano spazio a troppe interpretazioni. Perché quando di mezzo ci va la moda, Muso li batte tutti. Ed è per questo che il collega spagnolo l’ha voluto accanto a sé poco prima della cerimonia dei Laureus Award, tenuta a Madrid proprio a ridosso del Masters 1000 che prenderà il via domani (in realtà oggi ci sono le gare decisive del tabellone cadetto, dove tutti e 4 gli italiani presenti sono usciti nella prima giornata). La ragione è piuttosto chiara: Alcaraz doveva mettere a posto il papillon, e non poteva scegliere uno “stilista” migliore.

Quel maledetto infortunio che ha frenato la rincorsa di Lorenzo

Musetti ha subito provveduto ad aggiustare il farfallino indossato da Carlitos, che lo ha ringraziato del check ribadendogli che in fatto di moda da lui ha soltanto da imparare. Una battuta per stemperare la tensione, visto che il momento per lo spagnolo non è dei migliori: il tutore che ha fatto capolino sul web nella giornata di ieri, complice una foto postata dal ristoratore dove Alcaraz era stato ospite a pranzo, è comparso anche nella serata di gala, seppur più mascherato dalla giacca dello smoking.

Ma di infortuni se ne intende suo malgrado anche Musetti, che proprio nell’attesa di partecipare alla serata madrilena s’è lasciato andare a una confessione molto particolare. “Prima dell’infortunio in Australia mi sentivo veramente vicino al livello di Jannik e Carlos, ed è un peccato che mi sia dovuto fermare”, ha ammesso il carrarino. “Stavo trovando una continuità che non avevo mai avuto prima e che mi stava permettendo di avvicinarmi a quei due marziani, poi però è capitato quel che è capitato e sto ancora cercando la condizione ideale. La strada imboccata è quella giusta, l’ambizione è tanta, ma da solo il talento non basta”.

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Madrid per Lorenzo è un test verso Roma e Parigi

A Madrid per Musetti il debutto rischia di rivelarsi subito piuttosto complicato: salvo sorprese sarà Hubi Hurkacz l’avversario al secondo turno (nel primo godrà di un bye, e il polacco sfiderà un qualificato), un test piuttosto attendibile per capire a che punto è il percorso di crescita di Lorenzo. “Negli ultimi due mesi ho faticato ad allenarmi con continuità e questo un po’ mi sta condizionando. Adesso però mi sento meglio: l’obiettivo è esserci e farlo da protagonista sia a Roma che a Parigi, e Madrid in questo senso rappresenta una buona opportunità per ritrovare le sensazioni perdute. A Barcellona credo che tutto sommato sia andato abbastanza bene, ho perso con Fils che poi ha vinto il torneo… ora mi sento molto motivato e spero di poterlo dimostrare con i risultati”.

Sinner e Alcaraz (polso permettendo) restano però davanti: “Loro sono veramente forti, e anzi spero che Carlos possa tornare in campo presto, perché vedere quella rivalità tra lui e Jannik è bello anche per noi che in qualche modo li accompagniamo spesso sui campi di tutto il mondo. Mi piace competere con i migliori e pertanto mi auguro che Alcaraz sia in grado di poterlo fare già a Roma”.

A Roma dopo 50 anni tornerà a vincere un italiano?

Roma è dove l’Italia intera aspetta un vincitore italiano che manca dal 1976, cioè 50 anni esatti (e naturalmente vinse Adriano Panatta). “Beh, penso che il primo al quale chiedere di interrompere il digiuno debba essere Jannik, che è logicamente il favorito ogni volta che si presenta davanti a un tabellone ATP. Io però cercherò di farmi trovare pronto: Roma è sempre un obiettivo particolare, quindi spero di divertirmi e di far divertire il pubblico che verrà a vederci”.

Senza dimenticare i due atleti di casa, Berrettini e Cobolli: “Siamo molto amici, specie con Flavio col quale siamo coetanei, e avendo condiviso tante tappe della nostra crescita il legame è più stretto. So quanto stia lavorando e quanto sia migliorato: è sulla strada giusta per continuare a salire”.

Autore
Virgilio.it

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