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Albingaunia, Feroleto furioso per il rinvio dei ripescaggi: “Meritiamo rispetto, come si può programmare senza certezze?”

  • Postato il 15 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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In sintesi

La società Albingaunia esprime profonda frustrazione per il continuo rinvio dei ripescaggi nel campionato calcistico. Il presidente Feroleto critica duramente la mancanza di comunicazioni ufficiali e la impossibilità di pianificare le attività sportive in assenza di certezze organizzative. La dirigenza evidenzia come questa situazione penalizzi la gestione tecnica e amministrativa della squadra, richiedendo trasparenza e decisioni definitive da parte degli organi competenti.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Albingaunia, Feroleto furioso per il rinvio dei ripescaggi: “Meritiamo rispetto, come si può programmare senza certezze?”

Albenga. Il Comitato Regionale ha prorogato il termine delle iscrizioni nelle categorie dilettantistiche, in scadenza oggi, al 20 luglio. Un fattore che, inevitabilmente, va a tenere sospese le ufficialità legate ai ripescaggi. Una delle situazioni coinvolte è, come noto, quella dell’Albingaunia: i bianconeri, già preallertati di un papabile approdo in Promozione, dovranno rimanere ancora in attesa di certezze per cinque giorni. Si ricorda che sia Lavagna 2.0 sia Voltrese (ieri, qui tutti i dettagli) hanno comunicato ufficialmente le rispettive rinunce.

Una situazione che ha fatto infuriare il club ingauno e, nel caso specifico, il direttore generale Emanuele Feroleto che ha spiegato le varie fasi degli ultimi giorni ai microfoni di IVG.it: “La situazione è semplice. L’Albingaunia sta programmando la stagione per disputare un campionato di Prima Categoria da protagonista. Questa è l’idea della società dopo il terzo posto raggiunto. Poi, ovviamente, sarà sempre il campo a parlare, ma l’obiettivo, anche attraverso la campagna acquisti e l’arrivo del mister, è quello di disputare un campionato da protagonisti. Ma alla luce di tutto quello che è accaduto, lo scorso fine settimana ho contattato la Federazione per chiedere se ci fosse la possibilità che l’Albenga potesse essere ripescata in Promozione. La risposta è stata che si trattava di una possibilità molto concreta, viste le situazioni di alcune società. Uno o due giorni dopo mi è stata inviata dalla Federazione la graduatoria e mi è stato comunicato che Albenga e Lerici erano le due squadre che avrebbero potuto salire (avevamo descritto la situazione). A quel punto mi sono attivato per comunicare ai direttori sportivi, al mister, allo staff e alla società che esisteva il serio rischio di essere ripescati in Promozione. L’ufficialità, teoricamente, sarebbe dovuta arrivare entro il 15 luglio e questo ci avrebbe costretto a stravolgere completamente i nostri piani per farci trovare pronti. Ma ora è tutto rinviato di cinque giorni, probabilmente per permettere alle società in difficoltà di fare un ultimo tentativo per iscriversi al campionato. Ma il grido di aiuto della Voltrese è stato già ben chiaro”

Il dirigente bianconero si sfoga: “Disputare la Promozione significa dover andare sul mercato, in netto ritardo rispetto alle altre squadre già organizzate, per cercare sette o otto giovani necessari per affrontare il campionato. In Prima Categoria non abbiamo questo obbligo. Inserire sette o otto giocatori comporterebbe, inevitabilmente, doverne lasciare fuori altrettanti che sono già nella nostra rosa. Anche dal punto di vista umano sarebbe una situazione difficile e dolorosa, ma inevitabile. Avevamo chiesto ad alcuni ragazzi di aspettare prima di firmare con altre società, perché il 15 avremmo dovuto sapere se saremmo stati o meno in Promozione. Con altri cinque giorni di proroga, invece, continuiamo a non avere certezze. Dobbiamo chiedere a sette o otto ragazzi di aspettare fino al 20 e, allo stesso tempo, non siamo in grado di dare certezze ai giocatori della nostra rosa. Consideriamo inoltre che, poco dopo la scadenza dei termini, iniziano le preparazioni. Siamo troppo a ridosso dell’inizio della stagione. Come può una società riprogrammare completamente un’annata sportiva in così poco tempo? Era già poco il tempo a disposizione dal 15 luglio, figuriamoci dal 20. Certo, qualcuno potrebbe dire che si può sempre rifiutare. Ma rifiutare o meno dovrebbe dipendere da una scelta libera e consapevole della società, non da situazioni esterne“.

Da qui nasce una riflessione più generale da parte di Feroleto riguardo al panorama calcistico ligure: “Perché ogni anno spariscono società storiche del nostro calcio dilettantistico? È un sistema che non è più in grado di reggersi. Invece di arrivare ogni estate a cercare soluzioni in extremis, dovremmo interrogarci sulle cause e tutelare le società. Abbiamo già visto situazioni di squadre che riescono a iscriversi e poi, a novembre o dicembre, non riescono più a scendere in campo, finendo per falsare i campionati. Sono situazioni che spesso sono già note durante l’estate. Dobbiamo preservare i campionati e le società, senza ostacolare il lavoro di quelle realtà che sono strutturate, serie e cercano di programmare nel modo corretto. Siamo dilettanti, ma non siamo dilettanti allo sbaraglio. Anche come dilettanti meritiamo rispetto, perché siamo persone che dedicano tempo e fanno sacrifici, sottraendolo anche alle famiglie e agli affetti. Lo facciamo per passione, perché questo mondo va avanti grazie alla passione delle persone”.

“Prorogare i termini per società che si trovano in grande difficoltà comporta due problemi. Il primo è che queste realtà potrebbero comunque incontrare difficoltà durante la stagione, arrivando magari a ritirarsi dal campionato e a falsare le classifiche – ribadisce -. Il secondo è che società solide, con persone serie e competenti, che cercano di fare le cose in un certo modo, si ritrovano ulteriormente ostacolate in una programmazione già resa difficile dal poco tempo a disposizione. Io, al contrario, sarei favorevole ad anticipare i termini delle iscrizioni proprio per evitare situazioni di questo tipo“.

“Il fatto che Albingaunia e altre società possano salire di categoria attraverso un ripescaggio nasce da una situazione che dovrebbe far riflettere. È il segnale di un fallimento del sistema, perché significa che altre società non sono riuscite a restare in piedi. Se amiamo il calcio, dobbiamo cercare di costruire un sistema che funzioni“, conclude il dg albenganese.

Autore
Il Vostro Giornale

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