Albingaunia, Cocco: “Perché scendere di due categorie? Albenga è Albenga, sono qui per vincere”
- Postato il 29 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Per l’Albingaunia e Matteo Cocco inizia un nuovo capitolo, una strada da percorrere insieme con un progetto ambizioso. Per la società bianconera prendere un allenatore affermato come il tecnico ex Pietra Ligure e Arenzano, con esperienze professionistiche tra Alessandria e Como, rappresenta una scelta molto forte.
Anche per Cocco si tratta di una sfida non indifferente in una città che conosce bene e dove la categoria conta relativamente quando si parla di una piazza come Albenga, capace di rendere questa avventura particolarmente avvincente e suggestiva.
Mister, scendere di ben due categorie non è da tutti gli allenatori che si trovano in Eccellenza. Ma Albenga è Albenga, giusto? Cosa rappresenta per te questa scelta?
Hai detto bene. Albenga è Albenga, al di là di ogni facile retorica. Si sono create delle situazione di vita per le quali sapevo che sarei rimasto necessariamente sul territorio, per scendere di due categorie l’unica condizione possibile sarebbe stata quella di andare ad Albenga e farlo per vincere. Sì sono create entrambe e ho accettato con grande fame ed un profondo senso di responsabilità verso una dirigenza che ha fatto uno sforzo notevole per avermi con sé e una città intera che custodisce i valori di Albenga e dell’Albenga.
Il territorio ingauno lo conosci particolarmente bene. Che aria si respira ad Albenga attorno a questo progetto? E cosa stai percependo dalla piazza in merito al tuo arrivo? Sicuramente il club ha mandato un segnale ambizioso
Sono cresciuto nelle vie tra il mare e il centro storico di Albenga, da un anno e mezzo non vivo più in città, ma ci sono legami profondi che mi fanno percepire ogni giorno grande entusiasmo ed esigenza intorno a questo percorso che abbiamo scelto di condividere tutti insieme. L’ambizione è alla base di quello che facciamo, dovremo essere poi bravi a fare quello che è necessario per essere sul campo all’altezza di quell’ambizione.
Facciamo un passo indietro sull’esperienza ad Arenzano. Che stagione è stata per te? E cosa senti di aver migliorato? La salvezza diretta è stata una piccola impresa
È stata una stagione incredibilmente faticosa e stimolante. Ho avuto la fortuna di essere alla guida di un gruppo composto da persone giuste che hanno saputo mettere il proprio valore al servizio della cosa comune. Ho incontrato uomini che continueranno a far parte nel mio bagaglio di vita ed insieme abbiamo raggiunto l’obiettivo. Ci sono stati momenti di difficoltà, a volte per situazioni imponderabili ed altre per nostra responsabilità, alle quali abbiamo saputo far fronte per raggiungere l’obiettivo che ci era stato assegnato dalla società. Ho vissuto l’ultimo periodo insieme alla squadra e al direttore Marenco con l’ossessione di lasciare l’Arenzano nella stessa categoria nel quale ci era stato consegnato. Di questo sono profondamente orgoglioso ed ognuno sa il mattoncino che ha messo sull’obiettivo salvezza.
Tornando ad Albenga, che dirigenza hai trovato? So che con alcuni dirigenti c’è già un rapporto consolidato, a partire dal direttore Feroleto
Il direttore Feroleto è un amico d’infanzia e questo ha sicuramente agevolato e reso possibile il primo approccio. L’amicizia deve essere un valore aggiunto da mettere al servizio dell’obiettivo dell’Albenga che in questo momento è l’unica cosa sulla quale dobbiamo focalizzarci. Stiamo lavorando insieme ai direttori Licata e Ricotta ed allo staff per costruire una rosa che possa competere per il traguardo che ci siamo fissati.
Quali sono gli obiettivi per questa stagione? I rumors parlano della volontà di fare il grande salto dopo un’annata di transizione che è stata comunque particolarmente positiva, dietro a due corazzate come Virtus Sanremese e Ventimiglia
L’obiettivo è alzare l’asticella, fare uno step in più rispetto a quanto di buono è già stato fatto. Sappiamo quanto sia difficile competere per la vetta, quanto ogni imprevisto possa pesare doppio e proprio per questo dobbiamo, in primo luogo, evitare di commettere errori che sono tipici nel momento in cui si cerca di cambiare un qualcosa di positivo.
A livello di rosa, quali caratteristiche dovrà avere la tua Albingaunia 2026/2027?
Il primo obiettivo è quello di consolidare un gruppo di ragazzi che si è dimostrato coeso e unito. Il secondo è quello di alzare il livello tecnico della rosa, facendo pochi cambiamenti ma di spessore. Chi arriva ad Albenga deve avere qualità e fame. Questo è quello che cerchiamo.
Parliamo dello staff: raccontaci chi saranno i tuoi collaboratori. Con alcuni di loro, come Conforti, ci lavori ormai da anni
Alcune situazioni devono ancora essere definite. Ho già comunicato alla società che per me è fondamentale la conferma di Giampà all’interno dello staff tecnico, altre posizioni devono ancora essere formalizzate, ma la volontà è di dare continuità al lavoro anche con altre conferme. A questo gruppo di lavoro si aggiungono Matteo Conforti e Simone Gagliolo, due persone con le quali ho condiviso il biennio a Pietra Ligure e che sono fondamentali nel loro apporto calcistico ed umano. Albenga avrà il piacere di conoscere due persone con valori non banali e che sono pronte a buttarsi nel fuoco per dare un contributo serio e qualitativo al nostro percorso.
Infine, che messaggio vuoi mandare alla piazza bianconera?
Preferisco che sia il campo a parlare. Voi ci garantite calore e sostegno, noi vi garantiamo serietà e dedizione. Il mio obiettivo è di arrivare ad alzare lo sguardo verso la tribuna alle mie spalle e vedere la gente di Albenga orgogliosa dell’Albenga. Ci saranno ostacoli da superare tutti insieme, ma questa è l’ossessione che porterò ogni giorno con me.