Albenga, sicurezza e degrado. Crosetto: “La città ci affonda dentro da 15 anni. Non si governa mettendo il silenziatore ai cittadini”
- Postato il 31 maggio 2026
- Politica
- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. In merito al dibattito cittadino sui temi della sicurezza urbana, del degrado e della vivibilità ad Albenga, Roberto Crosetto, presidente del circolo di Fratelli d’Italia Albenga e Valli Ingaune, interviene con la seguente dichiarazione: “Da quindici anni Albenga non scopre oggi il problema del degrado, ci affonda dentro, tra un progressivo aumento della pressione fiscale locale e un altrettanto costante assottigliamento dei servizi, a partire da quelli legati alla sicurezza e al presidio del territorio, con zone ormai cronicamente critiche come viale Pontelungo”.
“La vera novità non è che esista un problema di ordine pubblico e vivibilità – che i cittadini conoscono bene e da tempo – ma che l’amministrazione sembri accorgersene solo da quando si è insediato il governo Meloni, quasi che negli anni precedenti tutto scorresse serenamente. Colpisce che, dopo anni di governo della città, la maggioranza scelga come bersaglio non il degrado, ma chi lo documenta, cittadini che filmano, fotografano, segnalano e rendono pubblica una situazione evidente a chiunque cammini per le vie della città”, aggiunge.
“Siamo arrivati al paradosso di una sorta di “ministero comunale dell’informazione” che considera un problema non le risse, lo spaccio, il bivacco e la microcriminalità, ma i video e i post che li mettono sotto gli occhi di tutti, riportando indietro le lancette della democrazia di almeno 80 anni. Ancora più singolare è il ribaltamento delle responsabilità, i colpevoli del degrado non sono le scelte – o le non-scelte – politiche, ma i cittadini esasperati che postano sui social che usano la comunicazione diretta per mostrare ciò che accade realmente in città”., sottolinea Crosetto.
“Invece di chiedersi perché la gente si senta costretta a usare il telefono come unico strumento di difesa civica, si preferisce accusarla di cercare visibilità, eludendo il punto centrale, se gli interventi fossero tempestivi, se i controlli fossero adeguati, se la percezione di sicurezza fosse reale, quei video non avrebbero motivo di esistere – aggiunge -. “È vero, nessun sindaco possiede la bacchetta magica e molti problemi richiedono risorse e decisioni nazionali ma trasformare questa parte di verità in un alibi permanente per scaricare le colpe sempre su altri (ieri Roma, oggi il Governo Meloni, domani chissà chi) è semplicemente grottesco”.
“Da anni la sinistra governa Albenga e, di fronte a ogni nuova criticità, la responsabilità viene spostata un po’ più in là, ora sul Governo, ora sulle forze dell’ordine, ora sulla “minoranza falsa” che osa non allinearsi alla versione ufficiale – prosegue -. La realtà è che chi governa ha il dovere di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti a disposizione – non solo le ordinanze spot di pochi giorni – e di assumersi la responsabilità politica del fatto che, dopo tanto tempo, la città appare più insicura, più disordinata, e i cittadini si sentono meno ascoltati e meno protetti”.
“In questo contesto, anziché accusare chi segnala i problemi, sarebbe più serio riconoscere che dissenso, denunce e persino i video “improvvisati” sono l’effetto di una sfiducia profonda, il compito di un’amministrazione non è zittire il malcontento, ma ridurre le cause che lo generano. Noi siamo pronti ad affrontare qualsiasi problema, senza negarlo e senza nasconderlo, con serietà e responsabilità. Ma una cosa deve essere chiara, non si governa mettendo il silenziatore ai cittadini. La critica, anche aspra, non è un nemico da colpire ma un segnale da ascoltare. Perché una città cresce quando affronta la realtà, non quando prova a censurarla”, conclude il presidente.
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