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Albania, le voci della protesta contro Edi Rama e il resort di Kushner: “Troppa corruzione, andremo avanti finché il premier non si dimetterà”

  • Postato il 21 giugno 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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Albania, le voci della protesta contro Edi Rama e il resort di Kushner: “Troppa corruzione, andremo avanti finché il premier non si dimetterà”

Gli albanesi ora la chiamano “la Rivoluzione”. I fenicotteri, diventati simbolo delle prime proteste, ci sono ancora, ma dopo tre settimane molto è cambiato. Le migliaia di persone scese in strada, a Tirana, chiedono una nuova Albania: che non sia più corrotta, né omertosa, e neppure povera. “Shqipëria e Re”, gridano i manifestanti. Le proteste non riguardano più soltanto l’opposizione al progetto legato a Jared Kushner e Ivanka Trump e alla tutela dell’ambiente dell’isola di Sazan.

Ora le richieste sono politiche: la caduta del governo, le dimissioni di Edi Rama e un cambiamento epocale. “Quello che sta accadendo in questi giorni in Albania non si vedeva dagli anni Novanta”, racconta Xhesika. Ha 50 anni ed è partita qualche giorno fa dalla Grecia. Come lei, sabato, nel ventunesimo giorno consecutivo di proteste, la diaspora albanese si è riunita a Tirana: cittadini arrivati da Italia, Francia, Regno Unito, Germania e altri Paesi si sono uniti ai manifestanti nella capitale. “Ho quasi trent’anni e un bambino di cinque. Sono qui per lui, non voglio che cresca come sono cresciuta io in questo Paese”, racconta un’altra manifestante.

“Protestiamo per far cadere il governo, per vivere le nostre vite in libertà”, aggiunge un’altra. “Un Paese democratico vuol dire che il potere appartiene al popolo, ma qui i diritti vengono schiacciati e c’è troppa corruzione“, dice una ragazza insieme alla sua fidanzata, che preferisce non essere ripresa in volto. “Io sono qui, ma mio padre, se partecipasse, rischierebbe di perdere il lavoro. È questa la democrazia?», conclude. Una delle organizzatrici, Fatma Paja, spiega: “Non ci aspettavamo tutte queste persone. C’è molta pressione per far cadere Rama, nessuno si sta tirando indietro e andremo avanti finché il primo ministro non si dimetterà“. Sull’Europa, la domanda resta aperta: “È possibile in queste condizioni?”. Non è ancora chiaro quanto dureranno le proteste, ma è evidente che l’Albania, in questi giorni, sta scrivendo un pezzo della sua storia.

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Il Fatto Quotidiano

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