Alassio, Mare Libero: “Se gli scogli valgono come spiaggia, dateli ai balneari e liberate posti in centro”
- Postato il 16 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Alassio. “Volete far passare gli scogli per spiagge libere? Facciamo così: date le scogliere ai balneari alassini e liberiamo qualche posto dignitoso e fruibile per tutti in centro. Se per raggiungere il 40% la roccia vale come la spiaggia, che valga per tutti, non solo per chi non paga”. È la provocazione di Stefano Salvetti – referente regionale di Mare Libero e responsabile nazionale ADICONSUM per le spiagge libere – che mette nel mirino l’ultimo adeguamento del Piano di Utilizzo del Demanio (PUD) di Alassio, che punta a far raggiungere nella Baia del Sole la quota di 40% di spiagge libere e libere attrezzate.
Spiega Salvetti: “A fine luglio Alassio ha adeguato il PUD, ma per arrivare al 40% di spiagge libere ha inserito anche alcuni pennelli e tratti di scogliera resi balneabili. Io ho già scritto alla Regione, che non deve bollinare il piano, e alla Consulta dell’handicap, perché trovo questa scelta vergognosa“.
“Un conto – sottolinea il referente di Mare Libero – è determinare una quota di spiagge libere, un altro è inserire nel conteggio degli scogli o piccoli fazzoletti di spiaggia che spariscono con mare mosso e mareggiate. Io posso anche arrampicarmi tra le rocce, ma non è questo il punto: una spiaggia libera deve essere realmente fruibile dalle persone. Non ci prendano in giro: non si può far quadrare il 40% sulla carta mettendo dentro i pennelli e pochi tratti di scogliera e poi dire che sono spiagge libere. La Regione, prima di approvare il piano, deve verificare attentamente questa scelta”.
Secondo Salvetti, inoltre, mancherebbe completamente il principio dell’alternanza tra gli spazi pubblici e quelli gestiti dai privati: “Bisogna alternare spiagge libere e spiagge in concessione, ma ad Alassio questo non avviene. Le uniche spiagge libere sono concentrate nella zona del porto e comunque agli estremi della città. In centro solo fazzoletti vergognosi. C’è una lobby potente. Le amministrazioni pubbliche dovrebbero agire erga omnes, nell’interesse di tutti e non delle lobby. Se vuoi utilizzare una scogliera per la balneazione, allora la puoi dare in concessione e, in cambio, lasciare libera la spiaggia vera, quella con la sabbia. È una questione di equilibrio e di rispetto della libera fruizione del mare”.
La palla passa ora alla Regione Liguria, chiamata a ratificare ed approvare definitivamente il PUD di Alassio.