Alassio, chiesa gremita per l’ultimo saluto a Matteo Recupero. La moglie Ottavia: “Per me e le bimbe sarai la stella che brilla di più nel cielo”
- Postato il 13 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Ad Alassio si è tenuto il funerale di Matteo Recupero, con la chiesa affollata di persone venute a rendere omaggio. Un momento toccante in cui la moglie Ottavia ha dedicato parole cariche di amore e speranza alla memoria del marito, rivolgendosi alle loro figlie con un messaggio di conforto e speranza nel futuro. La comunità locale si è stretta attorno alla famiglia in lutto.
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Alassio-Albenga. “Dopo tanti anni insieme, hai deciso di farmi uno scherzo veramente brutto. Ora mi devi aiutare a vivere senza te al mio fianco perché io, amore mio, non so come si fa. Lo faccio per le bambine. Le tue figlie non ti dimenticheranno mai: sarai la stella che brilla di più nel cielo”.
Sono queste, in sintesi, le parole di ricordo della moglie di Matteo Recupero, Ottavia. Pronunciate in un momento in cui la maggior parte delle frasi risulta vuota e irrilevante di fronte alla grandezza della tragedia che ha colpito una famiglia, spezzata all’improvviso da un terribile incidente stradale, sono risuonate con ancor più forza in una chiesa ammantata di silenzio e commozione.
Ma se la morte ha spento troppo presto il sorriso di Matteo, di certo non è riuscita a cancellare l’amore e la scia di luce che il giovane papà di due splendide bimbe si è lasciato alle spalle.
Un’eredità di affetto che oggi ha richiamato tantissime persone, accorse nella chiesa di Sant’Ambrogio, ad Alassio, per testimoniare quanto Matteo fosse amato e quanto profondo sia il solco che ha lasciato nel cuore di chi lo ha conosciuto.
“Poche volte ricordo una chiesa così gremita in ogni ordine di posti”, ha confermato don Ennio durante la funzione, di fronte a centinaia di persone, tra cui molti giovani e giovanissimi, che si sono stretti attorno alla moglie Ottavia, alle figlie Greta e Camilla, e a tutti i suoi cari.
Nel corso della funzione, il parroco ha poi preso la parola per l’omelia, incentrandola sulla difficoltà di trovare un senso di fronte a una simile perdita. Di seguito, il discorso integrale di don Ennio: “Ci sono delle parole che non si vorrebbero mai dire. Sono convinto, da sempre, che in certi momenti il silenzio valga più di tante banalità. C’è poco da dire, anzi non c’è proprio niente da dire. Tuttavia ci sono delle persone che in momenti come questi non possono tacere, e una di quelle persone oggi sono io. Perché come parroco, come pastore della comunità di Alassio che accoglie per l’ultima volta il corpo di Matteo in questa chiesa, devo parlare. Non è la prima volta che mi trovo in situazioni del genere e la fatica in questi momenti è sempre la stessa. Ma, forse, questo parlare può funzionare se riuscirò a farvi sentire il mio cuore vicino al vostro: vicino al cuore di Ottavia, di Greta, Camilla e di tutti i familiari e amici che siete qui per salutare Matteo”.
“Quanti miliardi di donne si sono trovate e si troveranno ancora al posto di Ottavia e della mamma di Matteo, Graziella. Non c’è niente di nuovo, eppure l’uomo continua a non capire, noi continuiamo a non capire. La morte così improvvisa di Matteo è l’emblema di quanto questo mondo sia ‘vanità’: oggi ci siamo, domani non ci siamo più. E anche la morte di Matteo, comunque, ha un suo significato perché non importa quanto stiamo al mondo, importa il come. Non importa se una vita sia lunga o breve, importa la scia di luce che si lascia dietro di sé. Questo è tutto quello che per il momento ci rimane. Noi non lo vediamo, ma lui c’è e prima o poi lo riconosceremo: imparerete a vederlo, a rincontrarlo nelle piccole cose”.
“Noi vorremmo che Matteo restasse con noi. E lui resta, ma in un modo diverso, che a noi non basta. Ora, però, che è nella luce di Dio, resterà comunque con noi per sempre, fino a quando lo raggiungeremo. E nessuno ci potrà più togliere quello che oggi sentiamo che ci è stato tolto. Non esiste dolore che Dio non sappia consolare. Forse non subito, forse non in questo mondo. Ma nulla Dio ci toglierà per sempre: lo fa per riporlo in un luogo sicuro dove lo rincontreremo”.
“Caro Matteo, io non ti ho conosciuto, ma mi ha colpito il tuo sorriso: eri un uomo gioioso. Quando sarà passato questo momento terribile, insegna alle tue figli, alla tua sposa e alla tua mamma a essere gioiosi nel tuo ricordo. Perché la morte può porre fine a una vita, ma mai all’amore”, ha concluso.
Alle parole di don Ennio hanno fatto poi seguito i discorsi di tanti amici e colleghi di lavoro, che hanno ricordato Matteo come una “persona solare”, “un ragazzo meraviglioso ed un lavoratore instancabile” e, soprattutto, “un padre esemplare, dedito alla famiglia”.
Particolarmente toccanti, insieme a quelle della moglie Ottavia, sono state anche le parole che la mamma di Matteo, Graziella, ha rivolto direttamente alle sue nipotine: “Ricordatevi di essere sempre orgogliose di vostro padre e di impegnarvi per far sì che lui sia sempre orgoglioso di voi. Eravate tutto per lui e niente potrà mai renderlo più felice”.
Un dolore straziante, quello per la scomparsa di Matteo, che ha unito due comunità: quella di Albenga, dove era nato, e quella di Alassio, dove viveva ed era profondamente conosciuto e stimato, in particolare nel panorama della ristorazione e dell’accoglienza, settore a cui si era sempre dedicato con passione e professionalità, lavorando nel corso degli anni in diversi locali storici e frequentati della zona, tra cui Spotti, La Mangiatoia e i Bagni Minerva.
La notizia della sua improvvisa e prematura scomparsa ha gettato nello sgomento chiunque lo abbia conosciuto. Il cordoglio si è riversato anche sui social, con centinaia di messaggi di affetto e vicinanza rivolti ai suoi cari, a dimostrazione di quanto fosse amato e stimato da tutti.
Il drammatico incidente che gli è costato la vita si è consumato sulla via Aurelia lo scorso, sabato 11 luglio. Poco prima delle 8, Recupero stava procedendo in sella al suo scooter da Alassio in direzione Albenga, insieme a un altro passeggero. All’improvviso, all’altezza dell’osteria “I Matetti”, ha perso il controllo del mezzo, sbandando verso destra e andando a impattare contro il marciapiede e alcuni vasi di fiori situati a bordo strada. Un impatto violento, che gli ha fatto anche perdere il casco: un urto risultato fatale.
Nonostante il tempestivo intervento e i disperati tentativi di rianimazione da parte dei sanitari, per il 39enne non c’è stato purtroppo nulla da fare. Il passeggero che viaggiava con lui, invece, è rimasto ferito, ma fortunatamente in modo non grave.
Al termine dei funerali, un lungo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa di Sant’Ambrogio, prima della partenza per l’ultimo viaggio alla volta dell’ara crematoria.
In memoria di Matteo, la famiglia ha voluto trasformare il ricordo in un gesto di solidarietà, chiedendo agli intervenuti alle esequie una donazione in favore dell’associazione “Un Passo Alla Volta” ODV di Albenga, dalla quale hanno “accolto il gesto con profonda commozione e gratitudine, impegnandosi a trasformarlo in sostegno concreto per i bambini e le famiglie”.