Al Giro d'Abruzzo uno spettatore provoca una caduta con una borraccia. Mondiale, Evenepoel "avverte" Van Aert e van der Poel
- Postato il 15 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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In Italia si corre, anzi, in Italia (purtroppo) si cade anche. E stavolta i corridori hanno ben poco da rimproverarsi: nella prima frazione del Giro d’Abruzzo, vinta in solitaria da Alessandro Fancellu davanti a Rondel, Ulissi e Vaquelin, a 25 chilometri dal traguardo uno spettatore ha avuto la malaugurata idea di rigettare in gruppo una borraccia che era stata gettata a bordo strada da un corridore. Il risultato? Almeno una decina di ciclisti costretti a fare lo slalom per evitarla, ma Peyton Burckel non è stato altrettanto fortunato nell’avere il tempo necessario per accorgersi del pericolo, tanto da finire a terra col rischio di tirar giù altri colleghi. Alla fine il francese della EF EasyPost è ripartito senza grosse conseguenze, ma il gesto (immortalato dalle telecamere dall’elicottero) ha lasciato tutti di stucco.
- Pogacar, programmi 2027: Tour e mondiale su tutti
- Roubaix e Vuelta in dubbio, Sanremo possibile
- Evenepoel guarda al "peso" per interpretare il mondiale
Pogacar, programmi 2027: Tour e mondiale su tutti
Una caduta un paio di settimane fa è costata la Vuelta e pure la partecipazione a mondiale, Europeo e Lombardia a Tadej Pogacar. In quel caso a causarla fu un oggetto a bordo strada (forse un rilevatore magnetico o una batteria persa da una moto al seguito della corsa), ma la sostanza poco cambia: quando si va a terra le conseguenze possono essere imprevedibili, e tutto sommato al Giro d’Abruzzo i danni sono stati assai limitati.
Pogacar però, in attesa di volare a Montreal per ricoprire l’inedito ruolo di capitano “non corridore” della Slovenia, in questi giorni di riposo assoluto ha avuto modo di preparare il programma per il 2027, annata nella quale proverà a inseguire almeno due grandi obiettivi, tutti in terra francese: il primo è il Tour, dove andrà a caccia della sesta vittoria (la quarta consecutiva), diventando così il plurivincitore all time (anche se Armstrong, prima della squalifica, ne aveva vinti 7). Il secondo è il mondiale che si correrà in Alta Savoia, il più duro da quasi 50 anni a questa parte, provando a inseguire la tripletta dopo i successi di Zurigo e Kigali.
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Le condizioni del fuoriclasse sloveno, costretto ad andare sotto i ferri per la frattura scomposta della clavicola e della vertebra cervicale C7, fungeranno da termometro nei mesi a venire. Al momento non è in agenda un ritorno immediato alla Vuelta (per completare la triplice corona), così come potrebbe saltare l’assalto all’unica Monumento mancante alla collezione, cioè la Roubaix, persa quest’anno in volata da Van Aert.
Molto dipenderà da come proseguirà il percorso di recupero di Pogacar: una decisione sul programma 2027 (che potrebbe prevedere ancora la Sanremo, che fino a qualche tempo fa veniva data per sicura esclusa) verrà presa soltanto a fine anno, senza voler affrettare necessariamente i tempi. Dopotutto Tadej ha dimostrato di saper cambiare programma anche in corso d’opera, come successo questa estate quando ha deciso di partecipare alla Vuelta.
Evenepoel guarda al “peso” per interpretare il mondiale
A Montreal per Pogacar ci sarà spazio solo come osservatore privilegiato, mentre Remco Evenepoel sarà presumibilmente l’uomo da battere. Dopo la vittoria nel GP del Quebec e il quinto posto al GP di Montreal (con qualche polemica annessa e connessa), il belga ha comunque ribadito di voler essere pronto sia per la crono di domenica prossima, sia per la prova in linea elite del 27 settembre.
Soprattutto Remco ha provato a interpretare quello che sarà il finale di gara, che per quanto visto al GP di Montreal sembrerebbe favorire corridori più leggeri. “Se guardiamo a chi si è giocato la corsa, erano tutti atleti intorno ai 65 chilogrammi di peso. Per chi ne ha una decina in più potrebbe rivelarsi complicato, vista l’andatura che viene fatta sulla salita più lunga”. Il riferimento è a Van Aert e van der Poel, che appunto pesano una decina di chili in più rispetto ai vari Evenepoel, Del Toro o Seixas (o Pellizzari), giusto per fare qualche nome.
“Chi è più pesante dovrà essere davvero nella sua giornata migliore per riuscire a reggere il passo”. In casa Belgio il dualismo tra Evenepoel e Van Aert è all’ordine del giorno: accetterà quest’ultimo (che ha 32 anni e non ha mai vinto il mondiale) di lavorare per il più giovane Remco, che un mondiale l’ha già conquistato 4 anni fa? Lecita è la domanda…