Agosto nero per la boxe italiana: tre grandi occasioni fallite, continua la crisi di un movimento alla ricerca di una svolta
- Postato il 1 settembre 2026
- Sport News
- Di Il Fatto Quotidiano
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È stato un mese d’agosto nero per la boxe professionistica italiana, con tre dei principali pugili nostrani impegnati in importanti match all’estero i cui risultati sono stati deludenti. In settimane in cui l’attività casalinga è quasi azzerata, il piemontese Etinosa Oliha, il calabrese di stanza a Bergamo Dario Morello e il romano Guido Vianello sono volati nelle due grandi capitali anglofone e sono tornati tutti delusi, e con loro anche gli appassionati italiani che speravano in loro per dare una scossa a un movimento pugilistico chiaramente in difficoltà.
Sabato 8 agosto Oliha è stato sconfitto alla 3Arena di Dublino dal pugile di casa Aaron McKenna, in un match valido per un mondiale vero (IBF dei pesi medi). Il pugile allenato da Davide Greguoldo ha perso meritatamente ai punti per decisione unanime in un incontro non bello, nel quale l’irlandese ha impostato una tattica per sporcare il match che Oliha non ha saputo sovvertire con un cambiamento di strategia. È rimasto in piedi fino alla conclusione senza rischiare di andare giù, ma è arrivata la prima sconfitta in carriera.
Ha fatto ancora più fatica il 22 agosto a Londra Dario Morello contro George Liddard, in un match valido per il titolo europeo. Troppa la differenza con il pugile di casa a livello di peso, di potenza e di tutto il resto. Morello ha lottato, ma all’ottava ripresa è andato giù e, a causa di un vistoso taglio sopra l’occhio destro, il papà Ercole all’angolo ha fermato giustamente l’incontro. C’era poco da fare e Dario aveva praticamente perso tutti gli assalti. La sconfitta di Morello (pugile molto seguito anche a livello mediatico per la sua capacità di maneggiare social e comunicazione) fa male al mondo della boxe italiana, perché una sua vittoria avrebbe potuto rappresentare un punto di ripartenza per il movimento.
In queste settimane c’è stato invece un risveglio dal settore dilettantistico, parimenti in difficoltà (vedi ultime Olimpiadi e ultimi Mondiali), ai Giochi del Mediterraneo, che ovviamente non valgono come le principali competizioni citate. L’Italia ha portato a casa quattro ori con Irma Testa, Sirine Charaabi, Melissa Gemini e Gabriele Guidi Rontani. Soprattutto il rientro della Testa deve essere visto come qualcosa di positivo.
Sabato scorso alla O2 Arena di Londra, nella serata dell’incredibile mondiale dei massimi vinto da Hrgovic su Itauma, c’è stato l’esordio di Guido Vianello con la Queensberry di Frank Warren, dopo aver combattuto per anni negli States con la Top Rank (i nomi di questi management mostrano il livello raggiunto da Guido in questi anni). Vianello, che dunque combatteva “in casa” dal punto di vista promozionale, essendo gestito dalla scuderia inglese, ha pareggiato sugli otto round contro un avversario dalla boxe strana come Moses Jolly. Un brutto match in cui Vianello ha deluso, essendo il favorito alla vigilia, e che tutto sommato avrebbe potuto anche perdere. Un pareggio che non gli ha rovinato un record che oggi recita 14-3-2. Dal ring il pugile romano e il suo allenatore D’Alessandri non possono essere usciti soddisfatti.
Erano tre grandi occasioni per la boxe italiana. Per Etinosa era un mondiale che manca da più di dieci anni all’Italia, per Dario un europeo vero, per Guido il biglietto da visita in una serata che rimarrà nella storia della boxe. Tutti e tre sono ancora giovani, soprattutto Eti che ha 28 anni, e per loro si presenteranno altre occasioni. Sono tre ragazzi intelligenti, con un amore sconfinato per la boxe e la capacità di capire gli errori commessi. Certo, vincere a quei livelli rimarrà comunque molto difficile, l’Italia a quelle vette fatica, e parecchio. Ci sarebbe però bisogno di vittorie di quel tipo per invertire la rotta di uno sport in crisi, in mezzo a tante altre discipline che vivono momenti di grande felicità.
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