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Aggressione in sacrestia nel Foggiano, sacerdote schiaffeggiato da un parrocchiano

  • Postato il 23 aprile 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Aggressione in sacrestia nel Foggiano, sacerdote schiaffeggiato da un parrocchiano

Il Quotidiano del Sud
Aggressione in sacrestia nel Foggiano, sacerdote schiaffeggiato da un parrocchiano

Aggressione in sacrestia nel Foggiano, sacerdote schiaffeggiato da un parrocchiano: «Denunciate sempre la violenza».


SAN SEVERO (FOGGIA) – Un episodio di violenza all’interno di un luogo sacro scuote la comunità di San Giuseppe Artigiano. Nel pomeriggio di ieri (22 aprile) il parroco, don Dino d’Aloia, 57 anni, è stato aggredito in sacrestia da un parrocchiano di circa 60 anni. Il sacerdote ha denunciato l’accaduto e si è recato al pronto soccorso, dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di pochi giorni.

Aggressione in sacrestia, sacerdote schiaffeggiato da un parrocchiano: «Denunciate la violenza»

Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso don Dino, l’aggressione sarebbe avvenuta dopo una contestazione legata a una funzione religiosa. «Un parrocchiano di circa 60 anni che frequenta la chiesa mi ha colpito con una raffica di schiaffi mentre ci trovavamo nella sacrestia», ha raccontato il parroco. L’uomo lo avrebbe accusato di essere stato escluso dalla celebrazione di un funerale e di non essere stato avvisato in tempo, oltre a non avergli permesso di occuparsi dell’apertura del portone della chiesa. «Ma è evidente che così non è», ha precisato il sacerdote.

Don Dino, parroco della comunità dal gennaio 2022, ha sottolineato il clima di impegno sociale della parrocchia, attiva su più fronti, dal sostegno ai detenuti alle persone con disabilità. Ma ha anche richiamato l’attenzione su un tema più ampio: la gestione delle fragilità personali e delle tensioni che possono sfociare in comportamenti violenti.

«Oltre all’accoglienza abbiamo necessità di confrontarci con le fragilità umane, che vanno aiutate e tutelate per evitare conseguenze su altre persone» ha spiegato. Infine, un appello diretto alla denuncia: «Mi rivolgo a chiunque subisca aggressioni e violenza. Denunciate. Come ho fatto io. Non esitate. Rivolgetevi alla giustizia».

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