Agenzia delle Entrate di Savona, da quasi dieci anni uffici senza climatizzazione. Sindacati: “Salute e dignità dei lavoratori non sono negoziabili”
- Postato il 14 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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La sede savonese dell'Agenzia delle Entrate affronta una crisi strutturale: manca la climatizzazione da quasi un decennio. I sindacati denunciano le condizioni critiche negli uffici, sottolineando come il benessere e la dignità del personale rappresentino diritti fondamentali non sacrificabili. La situazione richiede interventi urgenti per garantire ambienti di lavoro salubri e conformi alle normative sulla sicurezza.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Da quasi dieci anni gli uffici dell’Agenzia delle Entrate di via Alessandria a Savona sono privi di un impianto di climatizzazione efficiente. Una situazione che, con le elevate temperature estive, torna a mettere a rischio la salute e la sicurezza dei lavoratori e che ha spinto le Organizzazioni Sindacali territoriali a notificare una diffida formale all’INAIL, proprietaria dell’immobile, chiedendo interventi immediati e una soluzione definitiva.
Secondo quanto denunciano i sindacati, l’edificio continua a presentare gravi criticità strutturali nonostante gli interventi eseguiti nell’ultimo anno. I lavori, realizzati a seguito di precisi impegni assunti dalla proprietà, non hanno prodotto i risultati attesi: oggi la climatizzazione risulta funzionante esclusivamente al piano terra, dove si svolgono le attività di front office, mentre i restanti cinque piani sono nuovamente esposti a temperature elevate, replicando una situazione già denunciata la scorsa estate.
Le organizzazioni sindacali riconoscono alla Direzione dell’Agenzia delle Entrate di aver autorizzato tempestivamente il ricorso allo smart working in deroga per limitare i disagi. Una misura ritenuta utile nell’immediato, ma insufficiente a risolvere il problema, anche perché una parte consistente del personale svolge attività che richiedono necessariamente la presenza in ufficio.
Per i lavoratori che continuano a prestare servizio in presenza, le soluzioni adottate si sono rivelate inadeguate. I climatizzatori portatili disponibili sono pochi, rumorosi e di limitata efficacia; inoltre, per il loro funzionamento è necessario mantenere le finestre parzialmente aperte, riducendone ulteriormente il rendimento. A ciò si aggiunge il ritiro dei dispositivi precedentemente forniti dall’INAIL, restituiti alla Direzione Regionale, con un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro.
Per le organizzazioni sindacali non si tratta di un’emergenza legata alle ondate di calore, bensì di una criticità strutturale che si trascina da quasi un decennio e che impone una riflessione sull’idoneità dell’immobile a ospitare un ufficio pubblico.
Con la diffida indirizzata all’INAIL vengono richiesti: un’ispezione urgente per verificare il rispetto dei requisiti di sicurezza e igiene dei locali; la fornitura immediata di un numero adeguato di climatizzatori portatili per tutto il personale in presenza;
un cronoprogramma vincolante con tempi certi per la definitiva risoluzione del problema; una soluzione strutturale che garantisca il pieno ripristino della climatizzazione, con il coinvolgimento della RSU e del RLS nelle fasi di progettazione e monitoraggio.
“Non sono più accettabili rinvii o interventi parziali – affermano i sindacati –. La tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale e non può essere subordinata a inefficienze tecniche o ritardi amministrativi. Dopo quasi dieci anni di disagi, i lavoratori meritano risposte concrete e definitive”.