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In sintesi
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La Joby Aviation ha appena scritto una pagina nuova nella storia dell'aviazione: un suo velivolo, guidato interamente dalla tecnologia di autonomia sviluppata dall'azienda, ha completato il primo volo autonomo coast-to-coast degli Stati Uniti.
Nessun intervento umano ai comandi per quasi 5.150 chilometri, percorsi in una lunga traversata che si è conclusa, non a caso, alle porte delle Outer Banks della Carolina del Nord, a un passo dal luogo dove, nel 1903, i fratelli Wright fecero decollare il primo aeroplano a motore della storia.. Il pilota a braccia conserte
Il protagonista dell'impresa è un Cessna Caravan modificato, capace di rullare, decollare, navigare e atterrare in totale autonomia, sorvegliato a distanza dal quartier generale californiano di Joby e dalla base aerea di Shaw, in Carolina del Sud, fino a 3.700 chilometri di distanza.
In realtà anche a bordo vi era un pilota che sarebbe intervenuto in casi di necessità estremi, ma non è mai stato necessario un suo intervento. Un banco di prova impegnativo dunque, pensato apposta per mettere alla prova la tecnologia in scenari diversi: dal trasporto merci commerciale ai soccorsi medici, dalla gestione delle emergenze fino alla logistica militare. Non è mancata la prova del fuoco vera e propria: nei cieli affollati di Phoenix Deer Valley — uno degli scali per l'aviazione generale più trafficati d'America — l'aereo si è destreggiato senza alcuna conoscenza pregressa dell'aeroporto, ricalcolando le rotte in tempo reale per aggirare temporali e maltempo.. «Questo viaggio attraverso l'America ci offre uno sguardo su una nuova era del volo», ha commentato JoeBen Bevirt, fondatore e CEO di Joby Aviation. «L'autonomia avrà un ruolo cruciale nel futuro dell'aviazione: potrà collegare comunità isolate, consegnare rifornimenti essenziali, accelerare la risposta ai disastri, sostenere le operazioni militari e, non ultimo, tenere i piloti al sicuro».. Le tappe di un viaggio da record
Il tour, battezzato Electric Skies 2026, ha toccato diverse località strategiche lungo la rotta verso est, ciascuna con il suo obiettivo dimostrativo: partito da Concord in California, dall'aeroporto di Buchanan Field, dove ha preso il via la maratona autonoma di 5.150 chilometri, l'aereo si è poi fermato a Phoenix, Arizona, per poi arrivare a Fort Worth, Texas, alla Base aerea di Shaw della Carolina del Sud e infine al traguardo: Outer Banks, Carolina del Nord.. Un tributo a Kitty Hawk, uno sguardo al futuro
Arrivato a destinazione, il velivolo ( siglato J208) ha compiuto un passaggio a bassa quota nei pressi del monumento del primo volo a Kitty Hawk, in omaggio a Orville e Wilbur Wright. Poi l'atterraggio finale alla contea di Dare, a dimostrare come i voli autonomi — economici e flessibili — possano diventare uno strumento concreto per portare forniture mediche e aiuti d'emergenza anche nelle comunità più remote e svantaggiate. In Carolina del Nord, si lavora per voli autonomi per la logistica sanitaria; mentre in altre parti degli Stati Uniti, si sta valutando, per conto della FAA, l'utilizzo di spazi aerei autonomi in quota e in condizioni estreme.. Una tecnologia già collaudata
Dietro l'impresa c'è un know-how tutt'altro che improvvisato: oltre 400 voli e 800 ore di volo automatizzato, sia in spazio aereo controllato che non controllato. Il tutto basato su un sistema già testato sul campo in tre grandi esercitazioni militari statunitensi, tra cui Agile Flag dell'Aeronautica — dove l'aereo ha consegnato componenti di ricambio critici con 24 ore di anticipo rispetto alla logistica tradizionale — e REFORPAC, durante la quale velivoli alle Hawaii sono stati pilotati a distanza da Guam, a quasi 6.400 chilometri. Nei prossimi giorni il J208 ripartirà, questa volta verso ovest: le prossime tappe sono Raleigh, Fredericksburg/Washington DC, Louisville, Wichita, Oklahoma City, Salt Lake City e Portland..
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