Acqua, cibo e radio a batterie: Londra accelera il piano di “resilienza nazionale” per preparare i cittadini a guerre e calamità naturali
- Postato il 27 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Un vademecum per affrontare una lunga serie di emergenze, dagli eventi climatici estremi fino ad attacchi informatici o militari da parte di Stati ostili. Il Regno Unito accelera il piano di “resilienza nazionale” e invita i cittadini a tenere in casa scorte di acqua in bottiglia, cibo in scatola, candele e altri beni essenziali, ma anche radio a batterie per ricevere aggiornamenti in caso di blackout totale della rete internet o telefonica. L’iniziativa arriva mentre Londra rafforza la preparazione contro le cosiddette minacce della “zona grigia”, come gli attacchi informatici alle infrastrutture critiche, e sullo sfondo delle crescenti tensioni con Mosca per il sostegno all’Ucraina.
Secondo i media britannici, il Cabinet Office ha ricevuto l’ordine di accelerare il programma per la difesa del territorio, che punta a integrare maggiormente la pianificazione civile e militare e comprende l’aggiornamento del “war book“, il programma riservato per la gestione del Paese in caso di crisi o conflitto. Alcuni aspetti della preparazione sarebbero stati anticipati dal 2035 al 2030. “Dobbiamo accelerare la preparazione in una serie di aree di rischio, il che significa agire nei prossimi anni, non nel prossimo decennio”, ha spiegato una fonte al Telegraph.
Il 2030 è anche l’orizzonte indicato da alcune valutazioni occidentali entro il quale la Russia potrebbe essere in grado di attaccare un Paese della Nato. Nelle ultime settimane Mosca, che si aspettava dal nuovo premier Andy Burnham un atteggiamento più morbido rispetto al predecessore Keir Starmer, ha invece accusato Londra di “partecipare a questa guerra” al fianco di Kiev e minacciato conseguenze per il suo sostegno militare all’Ucraina. La campagna sulla “resilienza nazionale”, attesa per l’autunno, servirà quindi a spiegare alle famiglie come prepararsi non soltanto a possibili minacce provenienti da Stati ostili, ma anche a emergenze come ondate di calore, incendi, siccità, alluvioni e interruzioni prolungate dei servizi essenziali.
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