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Accorpamento 118, a Savona dibattito in commissione: “Servizio più efficiente, serviranno investimenti. Sul territorio non cambia nulla”

  • Postato il 5 agosto 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Accorpamento 118, a Savona dibattito in commissione: “Servizio più efficiente, serviranno investimenti. Sul territorio non cambia nulla”

Savona. “Quando ci si trova di fronte a un cambiamento così impattante sul territorio, l’informazione diventa essenziale: la sua assenza rischia di generare timori che spesso si rivelano infondati. Il confronto istituzionale con i Comuni è un passaggio fondamentale, sono enti capaci di avere una visione generale, non tutelare solo gli interessi particolari”. L’intervento del sindaco Marco Russo apre la discussione della commissione consiliare sulla chiusura del 118 a Savona convocata dopo la mozione approvata all’unanimità.

Presenti il direttore di Area2 Monica Cirone, il responsabile del progetto di accorpamento del 118, il direttore del ripartimento emergenza-urgenza di Ats Liguria Angelo Giupponi, la dirigente delle professioni sanitarie di Ats Liguria, Roberta Zanetti.

Il consigliere del Partito Democratico Luca Burlando attacca la giunta regionale: “Sono cinque anni che proviamo ad avere un confronto politico e non ci siamo mai riusciti. Il problema è che manca un progetto spiegato e condiviso. In questo caso non ci sono giustificazioni di carattere nazionale: la legge stessa prevede il mantenimento di tre centrali operative in Liguria. L’unica giustificazione a questa riforma è il risparmio”.

I dettagli tecnici della riforma sono stati illustrati da Angelo Giupponi, direttore del Dipartimento Emergenza e Urgenza di Ats Liguri: “Nessuno chiude il 118 a Savona. I numeri degli interventi di centrale sono bassi e l’operatività può essere dirottata sul centro di risposta regionale, ma il soccorso sul territorio non viene assolutamente toccato”.

Giupponi ha spiegato che la bozza di progetto nasce dall’analisi di tre anni e mezzo di dati presi direttamente dalle centrali operative e spiega il lavoro fatto finora: “Finora ogni provincia ha viaggiato per conto proprio, creando spesso sovrapposizioni d’intervento tra aree confinati. I mezzi sono stati valutati in base agli indici di occupazione. Ci sono vetture con un indice del 6%: significa che ogni 100 ore ne lavorano appena 6, una condizione non sostenibile. Restano le aree territoriali ricalcate sulle Asl, gestite da un referente medico e uno infermieristico, con formazione univoca e parità di trattamento per tutti i cittadini”.

Fabrizio Polverini aggiunge: “Non stiamo parlando di tagli o risparmi, ma di efficientamento. Dobbiamo garantire esattamente la stessa qualità di assistenza a La Spezia, Chiavari, Savona, Imperia e Genova. Ricordo che il 118 non salva la vita da solo: stabilizza il paziente e lo trasporta nel luogo di cura più idoneo. L’accorpamento porterà anche un nuovo servizio: parallelamente al 112 verrà introdotto il 116117, il numero dedicato alle cure mediche non urgenti”.

Il consigliere Roberto Besio (Patto per Savona) chiede le motivazioni dell’accorpamento: “Ben venga una formazione omogenea e una risposta univoca per il cittadino, ma non si comprende perché tutto questo non possa essere realizzato mantenendo le centrali operative esistenti”. La stessa perplessità è stata sollevata dall’assessore Lionello Parodi: “Mi chiedo come le novità che saranno introdotte non possono essre declinate nella realtà attuale”.

Il consigliere Angelo Schirru evidenzia alcune criticità: “E’ stato fatto un quadro ideale di cosa succederà con la riforma del 118. Ricordiamoci che la realtà dei fatti attuale è che l’hub di questa regione, il San Martino, Dea di II livello completo, ha una piattaforma dell’elisoccorso che non è abilitata per il volo notturno. Quindi mi chiedo quanto impiegheremmo di tempo di mettere a terra questo quadro ideale che è stato delineato. Cosa succederebbe se avviene un blackout alla centrale unica di San Martino?”.

Giupponi chiude il confronto con alcuni chiarimenti: “Sul territorio non cambia nulla. E’ folle pensare di non lasciare responsabile territoriale per i rapporti con la Prefettura, con le associazioni di volontariato, con i porti. Io non ho in testa di risparmiare un centesimo, se devi portare un sistema a lavorare a un gradino più alto servono investimenti. Io non sono qui per tagliare ma per dare uno standard comune“.

Autore
Il Vostro Giornale

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